Germania – “Viaggio iniziatico nella Terra di Hildegrada Von Bingen”

//Germania – “Viaggio iniziatico nella Terra di Hildegrada Von Bingen”
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Viaggio Iniziatico

“Sulla via di Santa Hildegarda Von Bingen”

31 agosto al 5 settembre 2018

Guidato da  Darshana con il Campo di Coscienza del Risveglio

Programma

  

 

31 agosto 2018 – Partenza dall’Italia per Francoforte/Ruedesheim

Lavori esperienziali in vari siti spirituali del luogo con le Acque di Luce e la vibrazione di guarigione per il Pianeta Gaia.

EltvilleAbbazia di Eberbach –St. Peter and Paul’s Parish Church

Eibingen – Reliquie di sant Hildegarda

Ruedesheim Pfarrkirche St.Hildegard – Benedictine Abbey of St. Hildegard  Navigazione sul Reno da Rudensheim/Bingen a S.Goar

BingenCappella di San Rocco – Ildegarda di Bingen Memorial Church

 

Grande Rituale alle Rovine Monastero Bingen

Potenziato dalla Sintonia Radiante Pineale  EOS®

Lavoro di gruppo

 “Il SUONO CHE GUARISCE”

SUONO E VIBRAZIONE PERSONALE: Un Via per il Risveglio al Sé

CANTO alla MADRE COSMICA

Vocalità collettiva dove sperimenteremo i mantra, i suoni di potere, la voce dell’anima per attivare i chakras e sviluppare l’ascolto interiore,  riconoscere il canto del Maestro Interiore nella connessione con il più alto Sé e le Energie Sottili. L’alchimia di un percorso sonoro di grande impatto, Suono ed Energia creativa primordiale per Risvegliare la creatività spontanea e rituale alla ricerca di bellezza, armonia ed equilibrio psicofisico: suoni dei chakra-suono del cosmo.

5 settembre

Salutiamo Hildegarda Von Bingen con una passeggiata

Raggiungiamo areoporto di Francoforte e rientro in Italia

Preiscrizioni e INFO: eventi-eos-italia@elohimstars.org    Phone  333220959

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Santa Hildegarda Von Bingen 

La vita, la personalità e le opere

Ildegarda di Bingen nasce a Bermesheim, nell’Assia Renana, da una nobile famiglia della Franconia; i genitori, Ildebrando e Metilde, la offrono ancora bambina a Dio come decima – era la loro decima figlia – e la affidano a Jutta di Sponheim, che nel 1112 si ritira sul monte di s. Disibodo (Disibodenberg), accanto al monastero benedettino fondato tra il VI e il VII secolo, per vivere da eremita insieme con alcune compagne.

Nel 1136 Jutta muore in fama di santità. Ildegarda le succede e regge con forza e dolcezza una comunità che intanto sta aumentando di numero. Tra il 1147-1150 lascia il Disibodenberg per fondare, alla confluenza del fiume Nahe con il Reno, il monastero di Rupertsberg: dalla solitudine dell’eremo al punto di raccordo delle più importanti vie di comunicazione, dalla periferia al centro. Nel 1165 fonda un secondo monastero ad Eibingen sulla riva opposta del Reno, quasi dirimpetto al primo. Umilissima e consapevole dei limiti della sua formazione teologica e letteraria, si trova ben presto, a motivo dei doni mistici e della sua singolare saggezza, ad essere ricercata per consiglio da persone di ogni condizione, che non solo dalla Germania, ma anche da altri paesi si rivolgono a lei; mantiene corrispondenza con i Pontefici Eugenio III, Anastasio IV, Adriano IV e Alessandro III.

Sempre di salute cagionevole e spesso gravemente malata, affronta faticosi viaggi per visitare monasteri che chiedono il suo aiuto e predicare pubblicamente a Treviri ed a Colonia contro il malcostume e contro l’eresia dei Catari. Il suo ultimo anno di vita è gravemente provato dall’interdetto lanciato contro il monastero di Rupertsberg, durante l’assenza del vescovo di Magonza, dal clero della città a lei ostile, a motivo della sepoltura concessa nel cimitero del convento ad un giovane scomunicato, che prima di morire si era riconciliato con la Chiesa. Ildegarda vi si sottomette, pur soffrendo assai per la privazione della S. Messa e dell’Ufficio Divino, fino a che la correttezza del suo procedere viene riconosciuta e l’interdetto revocato. Muore al Rupertsberg il 17 settembre 1179. Sebbene non sia stato istruito alcun processo canonico formale, il culto nei confronti di Ildegarda era già diffuso nel XIII secolo. Nel 1916, una memoria liturgica di santa Ildegarda viene inserita ufficialmente nel calendario liturgico dell’Ordine Benedettino per il giorno 17 settembre e, a partire dal 1961, viene introdotta nel Martirologio Romano.

Ildegarda ebbe sin dall’infanzia un’esperienza di Dio del tutto singolare. «Dall’infanzia godo del dono della visione nella mia anima, ed ora ho già più di settant’anni» (Epistolarium, 103R, p. 261). E nelle sue note autobiografiche che si trovano nella Vita Sanctae Hildegardis, scritta da Goffredo di Disibodenberg e Teodorico di Echternach, dice: «Fino a che raggiunsi i quindici anni fui come chi vede tante cose e di queste il più lo racconta semplicemente […]; perché io vedevo nell’intimo dell’anima mia molte cose, pur continuando ad aver presente quel che era al di fuori di me» (Vita, II, 2, p. 23).

L’essere umano e il suo posto nel cosmo

Quando parla di “scienza”, Ildegarda si riferisce per lo più alle opere dei Padri della Chiesa o di autori sacri. Per quanto le sue opere testimonino una vasta conoscenza di scienze naturali, di medicina e di astronomia, ella non nomina mai le fonti; la scienza umana sembra interessarla solo in quanto mezzo per conoscere la grandezza e perfezione dell’opera di Dio nell’universo. Invece ella torna di continuo, in tutte le opere, sulla scienza del bene e del male….

 

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