Chi è il nemico dell’umano terrestre? by Darshanaji

Chi è il nemico dell’Umano Terrestre

Il titolo di questo nostro incontro è appunto chi è il nemico dell’Umano Terrestre e dov’è questo nemico? Innanzitutto bisogna dire che il vero nemico è dentro di noi, poiché il concetto di nemico è appunto un concetto, è qualcosa che noi definiamo come categoria quindi può essere percepito su piani e su livelli differenti. Nell’invitarvi a questo incontro vi ho chiesto di riflettere un po’ prima di incontrarci su alcune domande interiori, in particolare su: chi è il tuo nemico, quello che tu consideri essere il tuo nemico; che cos’è per te il concetto di nemico; e poi se hai un nemico attualmente, qual è il tuo peggior nemico, quello che senti come tale attualmente. Aprire ad una riflessione un po’ più ampia che secondo me potrà maturare in te nei prossimi giorni su quanti nemici hai avuto sia fisicamente che psicologicamente e può darsi che scoprirai degli aspetti interessanti.

Nella foto :Gioacchino Assereto, Martirio di san Bartolomeo (1630-1635 circa; olio su tela, 120 x 170)

Innanzitutto, diciamo subito che la parola “nemico” esclude il suo opposto cioè “amico”: ti è nemico colui che non è amico infatti in latino “inimicus” è colui che non è amico, quindi già stiamo separando, già stiamo creando la struttura, una categoria: ciò che mi è amico e ciò che mi è nemico. In genere il nemico è inteso come colui che può attentare alla tua quotidianità, alla tua serenità. Il nemico ad esempio è quello che tu hai quando c’è una guerra e si combatte: di qua ci sono i buoni e di là ci sono i cattivi, i nemici. Di qua ci sono le intenzioni giuste, le intenzioni sante, o per lo meno presunte tali, e di là ci sono i cattivi, coloro che devono essere annientati perché stanno attentando al concetto stesso di comunità, di collettività.

Bene, il nemico è dunque un individuo o un gruppo o un popolo che viene percepito come fortemente avverso, come qualcosa che può minacciare la tua tranquillità, la stabilità di una nazione, di un popolo o di un gruppo di persone. In questo momento planetario abbiamo un “nemico” che viene considerato tale e che è il virus della pandemia, che ci sta, in qualche modo, mettendo alla prova, le immagini e anche le parole che vengono usate per descrivere la lotta con questo virus sono immagini di guerra. Quante volte abbiamo sentito dire “è una guerra, dobbiamo combatterlo” ed è la lotta tra il bene e il male: il virus è il male e noi siamo colpiti e questa volta il male è enorme perché prende tutto il Pianeta insieme, la pandemia, dunque non c’è popolo su questo Pianeta che non sia in lotta con il “nemico”. Effettivamente è una grande imponente lotta, la più imponente lotta che la storia umana ricordi dopo quelle due/tre grandi lotte che ha dovuto affrontare nei millenni (dalla peste, all’influenza Spagnola, le Guerre Mondiali, l’Olocausto, gli Olocausti), cioè una delle lotte più terribili che sembrano essere state intraprese e quindi la terminologia militare si usa proprio in maniera rilevante! C’è un aspetto da considerare e cioè che questo “nemico” non è conosciuto. Parto da questo antefatto per poi arrivare a certa modalità di diffusione non solo delle notizie ma anche di che cosa sta accadendo realmente a noi e a questo Pianeta in quello che viene considerato comunque un passaggio dimensionale.

Se stiamo vivendo una transizione qual è il senso di questo nemico?

Dicevamo che è un nemico sconosciuto, conoscevamo più o meno come si comportavano certi suoi cugini virus ma di fatto ci sta sorprendendo di giorno in giorno.

Questo termine: nemico abbiamo visto che serve sempre di più come funzione sociale, cioè per giustificare determinate azioni sia politiche, sia sociali che economiche. Per dare valore anche ad azioni nobilissime e necessarie che vengono attuate si cerca comunque di utilizzare questo termine come funzione sociale per designare un’entità non meglio conosciuta, quindi rimane ancora più incombente perché può aggredirti da un momento all’altro, in una possibile mancanza di attenzione questo nemico può aggredirti e la tua risposta immunitaria cioè la risposta che tu, come corpo hai, ha una grande difficoltà perché è un nemico al quale non eravamo preparati. In qualche modo,la funzione sociale che ha questo nemico ci provoca un’intensa risposta emotiva perché ci troviamo di fronte ad un’entità che non vediamo come una parte del tutto, come qualcosa che esiste nel Pianeta, ma la vediamo invece come vera inimicizia, come qualcosa cioè che può mettere a repentaglio la maggioranza della vita umana su questo Pianeta, quindi il Pianeta stesso. Di fatto così non è, perché è solo un piccolo anello di una catena che si è spezzata purtroppo proprio per irresponsabilità umana,dato che questo virus è arrivato a noi attraverso un salto di specie, quindi non era destinato a noi direttamente, conviveva già da centinaia e centinaia di anni con alcune specie animali. Nel momento in cui gli esseri umani hanno travalicato la soglia quindi hanno invaso il territorio tra le specie, hanno generato un salto di specie, mangiando carni non adatte o comunque vivendo un particolare stile di vita parossistico, caotico, inquietante, ai limiti della oscenità della nutrizione umana. E’ avvenuto il salto di specie poichè l’uomo ha invaso il territorio, ha abusato delle altre specie. In questo caso, poiché in termini di teatri di guerra si parla di buoni e di cattivi (c’è chi invade un territorio e noi dobbiamo difenderlo) io porrei una domanda: dove sono i buoni e dove sono i cattivi? È una domanda che contiene concetti forti che possono anche disturbare perché è difficile pensare che noi esseri umani possiamo essere stati cattivi rispetto invece ai miliardi di esseri senzienti su questo Pianeta che sono stati da noi sistematicamente torturati, invasi, odiati, uccisi, assaltati, per usare alcuni termini sempre legati a teatri di guerra.

Nella foto manifesto xenofobo

La qualità emozionale della comunicazione

Ecco allora questa lotta che viene passata come una oscura minaccia genera una intensa riposta emotiva, esplode la rabbia, esplode l’odio, esplode la frustrazione. Avrete notato come gli scenari politici in Europa, in Italia e anche oltre Europa e in Oriente, siano stati molto turbolenti negli ultimi mesi, quasi di pari passo a questa enorme frustrazione che stavamo vivendo come umanità di fronte al nemico invisibile e alla difficoltà di poterlo sconfiggere, quella frustrazione che nasce ogni qualvolta ci troviamo di fronte a qualche cosa a cui non possiamo dare un nome, a cui non possiamo dare una fisicità, quel nemico che non possiamo guardare negli occhi: esplode la paura, esplode la sfiducia, esplode il rancore. Tutto questo diviene allora tutto questo un vero e proprio concetto politico perché stiamo catalogando questo nemico come odio, come battaglia, come guerra, tutto viene preso e masticato come concetto politico, cambia proprio la questione ed ecco che esplodono in rete gli estremisti, gli omologati, gli opposti, i continui opposti, le alleanze, i nemici, onde di pensiero partigiano, che si ritrovano in rete sotto forma di chat, sotto forma di messaggi seriali che ci invadono! Ci arrivano notizie di tutti i tipi, ci troviamo anche di fronte ad un’informazione che parossisticamente viaggia esattamente come le nostre forme emotive, anche i media sono emotivi, anzi i media sono molto emotivi e sprigionano emozioni perché hanno al loro interno la qualità emozionale della comunicazione; i media non possono non essere emozionali per questo sanno muoverci attraverso precise parole, precise forme di linguaggio ma attenzione queste stesse parole forti, queste stesse emozioni associate a buoni e cattivi sono anche usate nelle varie corporazioni delle chat Facebook, della chat Instagram, della chat WhatsApp, delle chat Telegram o di tutte le chat che volete o anche nel nostro parlare quotidiano! Quante volte incontrando un amico o un’amica il discorso non finisce su questo argomento e poi viene sempre portato verso il concetto politico perché così è direzionata la questione. La questione non è mai stata affrontata né emotivamente, né culturalmente in una maniera più ampia, più “allargata” a ciò che è stato l’uomo fino ad oggi. Forse da questo momento in poi, nascono nuove possibilità di vederci come umanità: come ci vediamo, come vogliamo ritrovarci? Quando sentiamo dire: “tutto sarà come prima” oppure “niente più sarà come prima!” sono le ennesime categorie mentali! Certo che tutto torna come prima, basta vedere un fine settimana di sole per vedere che tutti hanno voglia di tornare ad essere come prima, come se tutto questo non fosse mai accaduto! Invece tutto questo accade e accade, non per farci vivere una opposizione, non per farci vivere una bellicosità, una militarizzazione del linguaggio, ma per mostrarci che poiché viviamo in una società democratica, educata, non riusciamo a tollerare le regole imposte, non riusciamo a tollerare la possibilità che siamo costretti a stare isolati, lontani o chiusi in casa. È una società ormai educata più o meno democraticamente da molti anni ed è inverosimile che possiamo interiormente accettare delle regole che ci costringono a determinati comportamenti. Quanta intolleranza nasce dalla rabbia, dall’odio, dalla frustrazione, dalla paura, generate dalle parole della politica, dalle parole dei media, dalle parole che sono state usate e che hanno in qualche modo militarizzato questo virus o meglio ancora la lotta al nemico invisibile!

Ma questa lotta io sento che nasce come un emblema, che nasce come una grande metafora del cambiamento epocale che tutta l’Umanità Terrestre sta attraversando.

Se vediamo tutto questo in una logica di macrocosmo possiamo dire che è una lotta ed è un passaggio, è una metafora di tutta l’Umanità Terrestre ma se vediamo gli stessi concetti nel micro cosmo questa lotta è anche di ciascuno di noi, questo passaggio ci appartiene, questa metafora ci appartiene individualmente. Per questo le domande iniziali che vi ho posto come gruppo di ascolto sono state: chi è il tuo nemico peggiore? Magari qualcuno risponderà “è la noia” “è la paura di incontrare l’altro” “il mio nemico peggiore è la pigrizia”. E cosa risponderesti alla domanda: hai avuto un nemico fisico, reale, concreto, c’è qualcuno con cui hai dovuto fare una lotta per dei diritti ad esempio? In quale contesto hai avuto un nemico o dei nemici, sia nella tua vita quotidiana sia psicologicamente, quante volte hai avuto un nemico psicologico?

Bene, queste domande le ho poste proprio per portarvi a riflettere su voi stessi, individualmente parlando, e può darsi che scoprite che il macrocosmo si comporta in assonanza e tu ti comporti in risonanza. Ricorda che ogni qualvolta si definisce un nemico, tu stai lottando! In un concetto olografico, in un concetto di particella che risponde ad un’altra particella, chiunque additi ad un nemico, chiunque indichi un nemico sta generando in te una lotta, un conflitto; e altrettanto tu, quando indichi un nemico stai originando fuori di te un conflitto, una lotta perché c’è sempre una parte contro un’altra parte, è l’eterna lotta fra il bene e il male, sicuramente avete già pensato a questo attraverso le mie parole.

Spesso, anche se non viene usata la parola nemico, vengono usati dei termini peggiorativi che sono dei sostituti della parola nemico e vengono utilizzati in tantissimi contesti. Se io dico: “è una pessima persona” è un concetto peggiorativo, automaticamente questa è una persona dalla quale tu vuoi scappare, fuggire, non ci vuoi avere niente a che fare e allora è un nemico e tu automaticamente ti poni dall’altro lato della barricata, di qua ci sei tu e di là c’è la pessima persona. Immagina se tutto questo tu lo porti verso un particolare gruppo di persone, verso un contesto locale di paese, di città, di quartiere, o verso un contesto sociale particolare…è così che nascono gruppi di persone, gruppi di propaganda, gruppi che designano steccati proprio perché non riescono ad andare oltre l’identificare l’altro come nemico e non come qualcuno che ha i tuoi stessi diritti, che ha magari le tue stesse paure, le tue stesse esigenze, le tue stesse necessità. È chiaro, è difficile non pensare ad un nemico se questo imbraccia un fucile, una pistola, un kalashnikov ma dimmi, puoi sempre rispondere con la violenza alla violenza? Porta nel tuo microcosmo questa domanda: posso mai rispondere con il conflitto al conflitto?

Allora non possiamo stupirci se ci sono governi che parlano di minaccia o ci sono persone che parlano in termini di minaccia o usano termini minacciosi per il bene pubblico, per il bene della collettività, per il bene dei diritti non dati; non ci possiamo meravigliare che in nome di un’identificazione ci sono governi, popoli, persone, capi che indicano, che designano, a seconda delle circostanze, persone, gruppi, interi popoli come nemici. Osserva: oggi non c’è la possibilità di fare un cammino evolutivo se non guardiamo all’uomo come il peggior nemico di sé stesso. Ecco, ho risposto alla domanda: “dov’è il peggior nemico dell’Umano Terrestre?” E’ nell’uomo, nell’uomo stesso! È nell’uomo stesso quando utilizza il concetto di bene e di male per demonizzare, ho usato volutamente una parola anche questa molto impegnativa. La demonizzazione è una parola che nasce perché esiste un male denominato in un certo modo e in che cosa consiste? È la caratterizzazione di un individuo o di un gruppo o di un popolo come qualcosa di malefico, di cattivo. Senza fare nomi, senza dirvi quali, negli ultimi anni quante volte abbiamo identificato alcuni popoli del Medio Oriente demonizzandoli! Se è vero come è vero che hanno usato, diciamo così, delle maniere forti, dobbiamo anche valutare quanto l’Occidente ha nutrito in termini di denaro o di forniture militari, esattamente quei gruppi, quei popoli, quelle persone che poi sono stati demonizzati e allora, ancora una volta, dove è la soglia? Porta la domanda a te: dov’è la soglia che io travalico? Dov’è che cerco continuamente il male da sconfiggere? La malattia? La paura della morte? Le emozioni non evolute? Non sono solo concetti, osservati nel tuo quotidiano, osservati come ad esempio fai propaganda, la propaganda per l’alimentazione vegana, la propaganda per l’alimentazione vegetariana; la propaganda posso bere il caffè, non posso bere il caffè; la propaganda questo è utile, quello non è utile. Abbiamo la necessità in ogni momento di dire quello che ci piace e quello che non ci piace, proprio così, sì nel senso “a me piace questo”: “a me piace vestirmi sempre di rosso” e l’altro “no a me piace il blu” e l’altro “no io preferisco il nero”…Perfetto, della scelta di che cosa ti piace e non ti piace stai facendo propaganda! Cosa voglio dire? Che in un processo evolutivo come fai a parlare di Risveglio se poi la tua vita è fatta continuamente di piacere e non piacere? Vedi, il vero risvegliato non sceglie perché non ha necessità di scegliere! Certo, ha necessità di avere una comodità ma non ha necessità di scegliere!

Ecco che potrei dire, in maniera provocatoria, che tu mi ascolti o meno, non è una mia necessità. Che tu ascolti me o in me il Maestro non è una necessità del Maestro. E’ invece premura del Maestro nel momento in cui invita ad un sat sang a rispettare l’invito perché si rende conto che dall’altra parte ci sono persone che hanno voluto accogliere l’invito e allora si farà in quattro per nutrire la loro consapevolezza. Non è una necessità del Maestro nutrire l’altro, nutrire l’ascoltatore e non è neppure un obbligo e non è neppure una scelta. E’ un fare, quel fare si pone in essere, quel fare accade.

Fenomeni impersonali

Ci sono poi dei fenomeni impersonali che non sono precipuamente politici, economici, sociali. Sono fenomeni impersonali quelli che potremmo chiamare gli effetti indesiderati della nostra vita quotidiana e sono ad esempio la malattia, gli incidenti sul lavoro… cammini per strada, inciampi e cadi e ti fratturi una caviglia, è un effetto collaterale o è un effetto indesiderato? Vedete come vi parlo di terminologie che sentiamo molto negli ultimi giorni. L’ effetto indesiderato è qualcosa che accade ma che tu non prevedevi potesse accadere. Cammino per strada, ho sempre camminato per quella strada, c’è un sasso, non lo vedo, inciampo e cado e mi fratturo la caviglia quindi è un effetto indesiderato di quella passeggiata, non è necessariamente riconducibile ad un nemico reale perché non possiamo pensare che qualcuno ha messo lì quella pietra nella quale siamo inciampati, piuttosto invece è stata una nostra distrazione. L’effetto collaterale invece è che se piove ti bagni se non hai l’ombrello, cioè era prevedibile che tu ti bagnassi ma non hai portato l’ombrello, per cui piove e ti bagni! In termini energetici, l’effetto collaterale è, come direbbe il proverbio: “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino!” se tu agisci sempre le stesse modalità non ti puoi aspettare una risposta diversa, avrai sempre degli effetti collaterali: se vivi rabbia, se vivi risentimento, se vivi gelosia, se vivi certe storture della comunicazione, se preferisci certe parole piuttosto che altre, se ti accorgi che hai invidia, se vivi la sfiducia, se non fai altro che parlare male del tuo Governo, se vedi gli opposti continuamente, se separi, se fai le categoria A, le categorie B, le categorie C poi non puoi meravigliarti di avere effetti collaterali, non puoi non averli, non so se è chiaro il concetto, sono fenomeni impersonali, e perdonate se sembra così fredda questa terminologia; parlando poi della malattia, la malattia è un effetto collaterale: se tu sai che fumando tantissimo puoi avere dei problemi polmonari, questi sono un effetto collaterale del fumo. Non puoi prevedere invece, pur avendo una qualità di vita abbastanza ottimale, l’ effetto indesiderato di una malattia che ti arriva tra capo e collo, anche se a livello genetico, il 30% delle malattie che colpiscono gli esseri umani terrestri è appunto di natura genetica, esiste la genetica non può esistere solo la somatizzazione, essa è solo una parte, come lo stile di vita, è solo una parte! In fieri, cioè come possibilità, abbiamo che il 27/30% la genetica del nostro albero familiare incide sulle malattie che colpiscono il genere umano terrestre e dunque possiamo considerare la malattia un nemico? No, perché allora dovremmo considerare nemica tutta la nostra genealogia, non solo quella familiare (padre, madre, nonni, zii) ma tutta la genealogia del popolo italiano, perché i Romani – che sono l’antefatto dell’attuale genealogia, oltre che ad essere conquistatori ed aver portato verso il popolo italico numerose malattie acquisite in Oriente e divenute endemiche – avevano determinate malattie, i Greci ne avevano delle altre e i popoli del Nord Africa ne avevano delle altre ancora, in Oriente ce ne sono altre ancora. Gli Aborigeni o i popoli dell’Amazzonia non conoscevano le malattie che sono state portate dall’Occidente, non conoscevano l’influenza, se pensate che il COVID è arrivato fino in Amazzonia! E non certo per via aerea, è arrivato attraverso la contaminazione tra popoli.

Quindi non possiamo considerare la malattia solo come effetto indesiderato ma è anche un effetto collaterale della nostra genetica, possiamo però non replicare a livello energetico certe qualità della nostra genetica (quel 27/30%) con uno stile possibilmente differente, possiamo in qualche modo arginarlo.

Se in una particolare famiglia il demone della malvagità, il demone della rabbia si è perpetrato per generazioni ditemi se gli effetti collaterali di determinate malattie genetiche non si possono ripetere, si ripeteranno eccome, eccome, eccome, come bubboni, come cancri, come mitologia.

La mitologia della malattia

Sì, ci sono aspetti della malattia che sono mitologici come dei, come dio, come dea, come giorno e notte, sono caratteri che l’essere umano terrestre ha acquisito, come tali non sono nemici dell’uomo ma sono indicatori del cambiamento che l’essere umano terrestre deve fare. La divinità bene, la divinità male è mitologica, non è reale, non è neppure un ologramma perché vedete l’ologramma della Luce è puro! Nei miei Insegnamenti quando parlo della Luce nella Luce io parlo di una Purezza e non può contenere cianografiche che ripetono continuamente i contorni del nostro corpo fisico con tutti gli annessi e i connessi del corpo emozionale, del keterico, del mentale, dell’eterico! Se poi pensate che certe religioni considerano anche un dio monoteista come nemico allora vedete che entriamo veramente in quella categoria di bene e male come mitologia, essa contiene gli archetipi ma non è detto che siano reali, che siano concreti, e che possano essere riconducibili anche allo spirito di una umanità risvegliata!

Per questo allora l’idea di un dio punitivo genera la malattia che punisce, è una mitologia, e allora il virus punisce perché è una mitologia; certo esiste, è là, non possiamo dire che le malattie non esistano ma esiste anche l’uomo che le ha generate nella sua mitologia, nei suoi archetipi. Quelle malattie esistono anche nel mondo animale e anche nel mondo vegetale dunque esistono come archetipo di questo Pianeta che vive le sue tre dimensioni – 1^, 2^ e 3^- come processo evolutivo e non come immanenza! Allora cambiamo i termini, cambiamo gli “inimicus” con l’amico, cambiamo il nemico con l’amico, cioè il concetto stesso di ciò che non è amico, dobbiamo osservare che sono solo le nostre emozioni di avversità, di ostilità, che generano nemici, quelle sì sono connaturate al primordiale dell’uomo e che rimangono in noi come mitologia!

L’uomo esiste come bontà, come Luce, così come esistono le piante come bontà: una pianta non ti offenderebbe mai, magari si prende il suo spazio se tu lasci un palazzo vuoto, in disuso, ben presto le piante lo copriranno completamente ma non lo fanno per avversità, non lo fanno per ostacolarti, lo fanno perché trovano un territorio libero, mentre noi al contrario invadiamo e abbattiamo intere foreste per costruirci i nostri loculi, quotidianamente! E allora vediamo che i sentimenti di avversione, di ostilità, sono quelli che danneggiano, che fanno del male e talvolta ci riescono in maniera irreversibile, come sta purtroppo avvenendo in molta parte del nostro Pianeta!

Nel crogiuolo alchemico, uscendo dall’ancestrale

Scindiamo, la scissione ci deve essere, la separazione, ma non è la separazione degli opposti: di qua il bene, di là il male, ma neanche la fusione degli opposti come diversità in bilico. Il senso di scindere è in maniera chimica, è il crogiuolo alchemico, scindiamo tutti gli elementi affinché possano uscire dalla loro densità, dal loro lemma, cioè dal loro linguaggio che contiene l’avversità, che contiene l’ostilità, usciamo da queste definizioni, scindiamo ogni particella densa nel crogiuolo alchemico, uscendo dall’ancestrale, uscendo dal mitologico, uscendo dagli archetipi parricidi, da quegli aspetti di separazione e portiamo tutto verso una qualità alchemica di Purezza, di cristallinità, di oro!

Tutto quello che ho detto sul conflitto, sembra appartenere irreversibilmente all’umanità, invece no! Noi siamo persuasi – perché è un concetto anche questo mitologico – che la natura umana sia governata dagli istinti, “homo omini lupus” non è vero! Certo che gli istinti ci sono ma possiamo tentare di sconfiggerli? L’uomo è lupo per l’altro uomo? No l’uomo E’ il lupo cattivo di questo Pianeta, è una sua mitologia! Il drago che dobbiamo sconfiggere è proprio questa istintualità che ci fa avere paura. Il nemico è una categoria, è una costruzione sociale, è l’esito di un processo culturale – perdonate la mia veemenza, ma è qualcosa di talmente chiaro dentro la qualità della mia meditazione – il nemico infatti si costruisce quando una società attraversa un momento di crisi e la crisi che stiamo attraversando è talmente grande poichè è la crisi di una umanità che non ha più rispettato i patti tra Regni, i territori del mondo animale, del mondo vegetale, del mondo minerale, è una mancanza di stabilità che l’uomo ha creato per l’uomo, nelle varie circostanze storiche!

La scarsità di risorse alimentari per esempio in alcune parti del Pianeta, la necessità di conquistare terre perché poi vi si trovano tesori, pietre preziose, liquidi preziosi; il problema dell’incremento demografico; la presenza di profonde crisi economiche e sociali proprio in quelle popolazioni asservite, tutto questo è stato costruito dall’uomo contro l’uomo! Ma non è che l’uomo è solo preda di questi istinti, abbiamo molto, molto di più!

La Vulnerabilità come opportunità

Ecco che attraverso la via della crescita personale dobbiamo veicolare diversamente le frustrazioni, i timori, gli odi, dobbiamo trovare il modo di veicolarle diversamente. Smettere di pensare di conquistare, pensare di combattere, smettere di definire continuamente i paletti, le divisioni, culturali, etiche, morali e scegliere la vulnerabilità! Ebbene sì, se l’uomo accetta la sua vulnerabilità può sicuramente superare l’idea di lottare contro un drago terribile che può arrivare da un momento all’altro ad asservire l’umanità umana. Avete presente i libri di fantascienza dove arriva il drago, arriva Godzilla, arrivano gli extra-terrestri che vogliono conquistare il Pianeta? Queste sono le paure più oscure, sono le paure che ogni essere umano ha verso l’altro essere umano! Quando infrangiamo le Leggi Morali Cosmiche arrivano queste paure ed ecco che abbiamo bisogno di separare, invece se accettiamo la vulnerabilità come un punto di vista verso la Storia, verso noi stessi, accettiamo anche la vulnerabilità che stiamo avendo oggi rispetto al virus, cambiamo la nostra prospettiva.

Cambiare la narrazione

Dobbiamo cambiare la narrazione, dobbiamo cambiare il linguaggio, dobbiamo cambiare come narriamo i fatti del quotidiano: come ce li raccontiamo? Come ce li descriviamo?

Se è vero come è vero che i media hanno parole sempre uguali, ripetitive, vi invito a prendere carta e penna ed ascoltare i telegiornali e a leggere anche i post Facebook e segnarvi le parole ripetute! Per piacere, mettete da parte quei post che parlano di nemici, che parlano di tutto ciò che sta avvenendo da un’ottica di inimicità dove ci sono i vincitori, i vinti, l’eroe cattivo, quello che deve essere combattuto, quello che deve essere abbandonato, quelli che ti dicono: “non ti preoccupare, questa è un’umanità che rimarrà ancorata alla terza dimensione come un inferno mentre noi tutti ci trasferiremo chissà dove!” Cambiamo la narrazione! Possiamo inventarci storie diverse? Bene, io vi voglio invitare ad un altro tipo di gioco, ad un gioco diverso proprio attraverso una nuova narrazione. Io sono convinta che ogni processo di costruzione di un Nuovo Mondo, di nuove idee, di nuove possibilità che ci possiamo dare, di nuovi simboli, di nuove forme di dialettica debba comprendere in sé prima una destrutturazione per poi ricostruire, non delle nuove categorie però, ma ricostruire attraverso il rispetto dell’altra persona, verso la comprensione, la volontà di conoscere, di conoscersi innanzitutto. Destrutturare per trovare nuove parole per il dialogo così possiamo abbattere tutti i nemici visibili e invisibili della nostra mente e trasformare ogni cosa come alleato, per generare forse una vita migliore, una vita di tutti i giorni migliore, più serena, più concreta, più gioiosa.

Vi ringrazio della vostra presenza e partecipazione e spero di avervi dato degli strumenti di riflessione, anche rispetto a tutto ciò che trovate in rete sull’argomento che stiamo vivendo in maniera così drammatica in questo momento, sia in Italia che in tutto il mondo!

Darshanaji -trascrizione dal sat sang del 16 marzo 2021

Di |2021-03-22T17:21:12+00:00Marzo 22nd, 2021|Blog, Sguardo Cosmico|0 Commenti

Quanto vale la vita umana su questo pianeta? by Darshanaji

Per alcuni la vita umana non ha prezzo, per altri vale poco o nulla. Il valore e il “ prezzo” di un uomo, di una donna, di un bambino, vengono stabiliti da leggi del mercato cui nessuno pensa. Si tratta nella maggioranza dei casi di applicare un prezzo: un’assicurazione, un riscatto, lo sfruttamento di corpi e risorse, la captazione di coscienze e di anime.

E’ prassi politica ed economica di quantificare il valore della vita degli esseri umani sulla base della capacità di produrre reddito.

Si può definire “umano” un mondo che “normalizza” le disparità tra esseri umani, tra popoli, tra nazioni? Che “regno” è questo dove molte vite valgono più delle altre. Chi è il reggente di questa aberrazione? Quale mente umana ha generato questo mostro?

Che fortuna che siamo italiani, sento dire a volte. Un popolo di eroi, artisti, filosofi, economisti, letterati… Ma oggi, sì, proprio oggi, stamattina, quanto vale la vita di un italiano?

Per la legge del mercato vale in media circa 342 mila euro all’anno. Lo dice l’Istat, istituto nazionale di statistica. Gli economisti lo chiamano “stock di capitale umano” .

E’ stimato che questo “stock” è proporzionale al Pil del Paese, e non è uniforme nella popolazione ma segue curve statistiche e logaritmi. Infatti la vita di un anziano ha meno “ valore economico” di un giovane che ha davanti a sé più anni per lavorare e produrre economia.

Per l’economista William Viscusi dell’Università Vanderblit (Usa), in Italia la vita pesa 4,71 milioni di euro, molto meno rispetto alle Bermuda dove è calcolata in 15,5 milioni, ma sempre meglio che in Burundi, dove un uomo vale 45mila dollari.” (Fonte Adnkronos)

E tu utente della rete, quanto vali per la legge del mercato di “ pensieri e azioni”?

Ogni servizio connesso alla rete ha ‘valore’ se ha una buona base di utenza. Le grandi aziende 2.0 devono la propria valutazione di mercato grazie al grande numero degli utenti iscritti che utilizzano il servizio e dal ricavo medio che è possibile incassare da ogni utente. Qualsiasi servizio sulla rete ‘non esiste’ se gli utenti non lo conoscono e se la numerosità dei suoi “clienti” non è elevata. Come a dire che per il mercato non ha valore quello che pensi e che scrivi ( o almeno non solo), ma la quantità di utenti che scrivono e i loro ‘interessi’, non come valore della coscienza, ma come valore di mercato.


Oggi la parola d’ordine è profilazione: normalmente se possibile, insieme all’indirizzo di posta elettronica si raccolgono almeno 5 altri dati (sesso, età, provincia di residenza, titolo di studio e professione) per poi abbinarli e incrociarli con la rete di amicizie dell’utente, con i posti che frequenta e con i contenuti che gradisce. E
voilà!

E statisticamente quanto vale la vita di una donna italiana? Vale meno di quella di un uomo. Sempre per l’Istat, il valore pro-capite maschile in età giovanile è pari a 453mila euro, mentre quello femminile quasi la metà: 231mila euro. E allora quanto vale la vita di una donna italiana di 60 anni in termini di valore economico- assicurativo? Meno di 50 mila euro. Se proprio vogliamo abbondare.

Una VITA, una vita intera! Intera come interezza, coerenza, onestà, dedizione, quanto vale per la legge morale?

Dovremmo chiedere lumi all’eccelso filosofo Kant per una “formula della morale”. O scomodare studiosi, teoretici e teologi per una “formula della fratellanza” e dell’equità del valore di una vita umana, di TUTTE le vite, di ogni specie.

Ma la genesi e l’evoluzione umana non è solo sviluppo culturale, economico, insieme purtroppo all’oscena lotta emancipativa che ha caratterizzato questa specie. E’ saper riscrivere la propria Storia, accettando le diversità, piuttosto che le disparità, ripagando il colonialismo che ha depredato ( e lo fa ancora seppure con modalità differenti) con la multiculturalità partecipe e condivisa.

Il peso e la misura delle cose del mondo, compresi i nostri corpi, non avrebbero nessun valore se non ci fosse una Coscienza che non è astrazione religiosa, filosofica, profitto economico o politico, ma è il Respiro dell’Universo come ricchezza totale, fonte equipollente, inesauribile, incommensurabile. Per Tutti. Partendo da questo Valore comune può iniziare il nuovo progetto dell’Umanità. Ma questa è un’altra Storia…”

Darshanaji – 23 febbraio 2021

Di |2021-02-23T12:08:40+00:00Febbraio 23rd, 2021|Blog, Sguardo Cosmico|0 Commenti

Il mondo nella “realtà” è un’illusione by Darshanaji

“E noi, nel cercare Dio, in realtà non stiamo cercando Dio : stiamo cercando la nostra fede. Perché Lui c’è, c’è sempre stato e sempre ci sarà.
E’ come se dovessimo mettere alla prova la nostra capacità di vederlo, la nostra capacità di sentirlo, la nostra capacità di percepirlo, la nostra capacità di abbracciarlo, la nostra capacità di nutrircene. Lui è là, anzi; più che là, Lui è qui.
Perché tua Madre è dove sei tu! Noi, in questa ricerca di Dio, altro non stiamo che cercando noi stessi. E più noi ricerchiamo noi stessi, più Dio è presente in noi. La ricerca di sé contiene in sé lo spirito del Sé.”

Le più recenti scoperte della fisica quantistica confermano le visioni  mistiche dell’antichità presenti nei simboli degli archetipi, dalle mitologie all’alchimia, in che modo Eos esprime la natura simbolica dello spirito?

Con l’energia Eos attraverso la geometria sacra dei suoi Simboli e la sua sequenza di movimenti sacri scaturiti dai simboli stessi, colmi del Soffio dello Spirito, con la funzione reale di benedire, consacrare e spiritualizzare il mondo fenomenico e immanifesto, agiamo con un processo alchemico che ritorna all’Energia Pura, per ricreare l’Essere Adamantino, il Vajrasattva, il Buddha della purificazione e della guarigione. L’iniziazione-attivazione dei chakra che opero sulla persona, facendo uso dei segni dello Spirito-Fonte, equivale alla discesa dell’alchimia della Grande Opera, per cambiare e ampliare nel risveglio la percezione dell’umanità del Terzo Millennio. Noi attiviamo parti subatomiche di noi stessi che facilitano l’intreccio con altre parti subatomiche del campo permettendo stati di entanglement su diversi livelli dimensionali, oltre la dualità della mente.

I mistici, gli yogi, gli illuminati entrano in uno stato alterato di coscienza per comprendere ciò che la mente, come struttura sinaptica elettrica non può comprendere ma solo sperimentare in uno stato di risveglio. Vedi Cap. IV

Dio non ” esiste” se non attraverso di me, attraverso noi stessi, attraverso ogni cosa in questo creato, Dio è la Fonte e si manifesta in ciò che vediamo, in ogni cosa che guardiamo, in ogni cosa che creiamo, in ogni pensiero, atto nostro, in ogni singola particella di natura, di mondo, di galassia, di Universo… la Forma che tutto crea in un flusso costante, un immenso frattale che riproduce se stesso in ogni istante”

Se l’universo è in qualche modo una struttura olografica, la consapevolezza deriva e dipende da essa. Le teorie basate sul paradigma olografico possono portare a leggi e comprensioni unificate della coscienza e dell’universo?

Numerosi sono gli esperimenti scientifici che hanno evidenziato come qualunque pattern di memoria, come ad esempio la mente umana ed animale, le proprietà chimiche, i loro stati e le loro catene reattive e di consolidamento, i cromosomi, il DNA, l’RNA, così come le leggi fisiche con un senso temporale, sono simili ed esprimibili come una serie di fronti d’onda l’insieme di punti che vibrano concordemente in posizione di equilibrio assumendo lo stesso valore in ogni istante- e che permeano il tutto interagendovi.

Il mondo come lo pensiamo nella “realtà” è un’illusione. Non esiste un vero e proprio spazio tridimensionale o quadridimensionale, né esiste il tempo, c’è solo un tutto senza parti distinte, formato da infinite onde o stringhe che interagiscono in una serie dinamica di movimenti e trasformazioni connaturate ad un eterno presente che non diviene, ma cambia. Una coscienza-vibrazione: la forma è infatti solo un’area vibrazionale più densa del campo energetico unificato. 

Noi viviamo e sperimentiamo un livello illusorio della realtà effettiva, qualcuno la descrive anche come una Matrix simulazione di un computer “universale”. Anche il Buddhismo Zen nei sui antichi insegnamenti descrive la realtà come illusoria. Nei Veda si parla di un assoluto che è ovunque, in una sorta di principio di non-località quantistica, nel qui e ora.

La nostra mente, la nostra consapevolezza, il corpo stesso altro non sono che riflessi, immagini e ologrammi del vero mondo reale che possiamo solo immaginare ma che dobbiamo poter finalmente sperimentare come un cammino di risveglio e realizzazione del Sé, anche con l’aiuto della scienza, ma ciò può accadere solo attraverso una via dello spirito, così come insegnato nell’apprendimento del Metodo Eos.

“… Il Respiro dell’Universo é ciclico, tra una fase di inspiro -contrazione e di espiro-espansione c’è un attimo di apnea. In quello spazio di vuoto cosmico dobbiamo poter generare l’Azione Consapevole.

E’ un momento di apparente silenzio dove il fuoco alchemico, trasmuta e divora, rigenerando la ciclica ruota del tempo tra le leggi della Creazione e la Caduta.
Oltre ogni misura di spazio -tempo il principio del Non Nato genera il Silenzio.
Ogni cosa apparentemente nel Caos prepara il Non-Tempo. La Babele dell’apocalisse elettronica limita il fluire della vostra Volontà…”

©Darshana P. Tedesco, tratto dal libro ” EOS- Il Codice di Luce della Nuova Genesi-Una via di trasformazione e risveglio” Ed. L’Età dell’Acquario

Di |2021-01-26T18:21:35+00:00Gennaio 26th, 2021|Blog, Sguardo Cosmico|0 Commenti

La Coscienza dell’Acqua e memoria cellulare by Darshana

 Pochi giorni fa a Milano nel corso dell’evento “ La Coscienza dell’Acqua e memoria cellulare” ho parlato dell’Acqua come sangue del Pianeta, linfa suprema di vita per tutto il sistema famiglia umana in ogni suo regno, e del ruolo dell’ Acqua di Luce Eos, vibrazione-emanazione. Siamo esseri composti prevalentemente di acqua, sensibili alle informazioni che ci circondano, all’Hadu, come direbbe M.Emoto, alla vibrazione degli oggetti, delle persone, del cibo che mangiamo, dell’aria che respiriamo.

L’utilizzo dell’acqua informata, attivata con i codici di luce del metodo Eos, con l’unicità della sua frequenza, altamente spirituale e sacra, va a riallineare il soggetto all’intento più alto del suo Divino Sé. Un semplice percorso di crescita interiore: “come bere un bicchiere d’acqua”, per ritrovare equilibrio, risoluzione e la giusta vibrazione armonica nella propria vita, intento di unità e realizzazione.

 

Acqua informata dalle parole

La ricerca condotta negli ultimi decenni da Masaru Emoto, ha dimostrato la capacità dell’acqua di assorbire informazioni, cioè di registrare i fattori esterni impattanti sul corpo e la mente. Partendo dall’idea che la sua qualità muta in base all’informazione ricevuta, il ricercatore giapponese ha sperimentato e documentato, dalla fine degli anni Novanta, i cambiamenti rilevabili nella struttura molecolare dell’acqua fotografandone con il microscopio i cristalli gelati. Emoto sostiene che l’energia sottile, capace di impattare sulla qualità dell’acqua e la forma dei cristalli – definita hado – sarebbe la medesima che permea ogni cosa esistente nell’intero universo: “Ogni elemento del creato ha la propria vibrazione intrinseca. Mi riferisco a qualunque cosa, dalle molecole che compongono ogni sostanza, fino agli atomi che formano le molecole e le particelle subatomiche che compongono gli atomi. Se due cose hanno la stessa frequenza, armonizzano, vibrano in sintonia.

Il nostro corpo e la nostra mente sentono questo influsso, a seconda della vibrazione con la quale sono in sintonia”.La hado muta in base ad una determinata polarità – positiva o negativa – che viene recepita e memorizzata dall’acqua. Lo studioso giapponese ha dimostrato come l’informazione trasmessa da affermazioni o sentimenti positivi quali amore, gratitudine e apprezzamento, si traduca in forme belle ed armoniose, mentre il contatto  dell’acqua con frequenze dissonanti, derivanti da conflitti, aggressività o negazione, comporti la creazione di cristalli asimmetrici e deformati rispetto alla struttura naturale del campione di controllo. Emoto afferma che per ottenere le immagini dei cristalli che ha ritratto, ha mostrato all’acqua ogni genere di informazione positiva: parole affettuose, foto di splendidi panorami e musiche celestiali. In risposta ha ottenuto strutture geometriche spettacolari, ma le migliori in assoluto si sono formate a contatto con le parole “amore” e “gratitudine”. Secondo Il ricercatore nipponico il primo è assoluto, una forza attiva (yang) e la seconda relativa, un’energia passiva (yin): in accordo con l’economia della Natura, solo quando c’è chi riceve, possiamo impegnarci nel gesto di dare, e non potremmo veramente amare, se non ci fosse qualcuno disposto a ricevere questo amore. Solo quando i due elementi convivono armoniosamente possono rivelare i meccanismi della Natura.”

Il corpo umano è composto dal 70% – 80% di acqua, per cui l’assunzione di una quantità adeguata di acqua pura, rappresenta di per sé un fattore di autoguarigione.

L’acqua di Luce Eos costituisce un veicolo di trasmissione di informazioni che si conservano inalterate nel tempo. Il suo impiego nell’ambito del metodo fa leva sulla capacità specifica dell’acqua di memorizzare informazioni, in questo caso quelle relative all’energia olografica sistemica, insieme integrato di luce, suono, frequenza e informazione….  L’acqua è informata, cioè contiene i dati del campo universale, oltre a quelli dei campi delle specie animale, vegetale, minerale, dell’astro inteso come Cellula Madre Pianeta, Galassia, fino ad arrivare alla Cellula Madre Sorgente. L’acqua contiene tutte queste informazioni, quindi, in fieri, il piano evolutivo della Sorgente. Per questo motivo è possibile affidarle la guarigione”.  Fonte”Accademia Omnia”   

 

Ode alla Madre

Acqua Donna

Acqua Madre

Acqua Vita.

L’acqua contenuta  in ogni tua cellula

L’acqua Fonte.

Fonte Divina inesauribile della quale il tuo corpo è immerso

Fonte Divina inesauribile  nella quale hai vissuto nel ponte Sacro

Fonte Divina inesauribile nella quale hai  vissuto prima di essere un angelo – umano.

Ogni tua cellula  straripa di acqua e in questo momento di grande cambiamento

del pianeta, la tua acqua si trasmuta.

L’acqua delle tue cellule è infusa di  nuove informazioni  e queste trasformano gli eventi della tua vita.

Presta attenzione alle informazione che ad esse dai

Presta attenzione alla trasparenza dell’acqua delle tue cellule

La tua acqua è da Te che riceve.

Donale Amore, il Tuo.

Fonte: http://www.stazioneceleste.it/Myriam/myriam.4.htm

 

Obiettivi di sviluppo sostenibile

Ma vediamo a livello sociale e ambientale il valore dell’acqua come bene collettivo.Il messaggio della Giornata Mondiale dell’acqua 2018 quest’anno è Nature for water.

“L’obiettivo è quello di dimostrare che le soluzioni basate sulla natura sono le più efficaci per salvaguardare le risorse idriche. Tra soli vent’anni, oltre cinque miliardi di persone rischiano di non avere abbastanza acqua a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. la siccità può essere prevenuta tramite la riforestazione, la bonifica delle zone paludose, mentre le inondazioni si possono contrastare con il ripristino degli ecosistemi fluviali e la costruzione di “infrastrutture” verdi quali “muri” di alberi e “argini” di mangrovie.

Scopo della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra il 22 marzo di ogni anno da quando le Nazioni Unite l’hanno istituita nel 1993, è anche quello di ricordarci che non tutti hanno accesso all’acqua potabile. Garantirla all’intera popolazione mondiale è uno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. L’acqua è una componente essenziale dell’organismo umano, ricopre oltre il 70 per cento del nostro pianeta ed è essenziale alla vita di qualunque essere vivente: il cammello, quando è assetato, può arrivare a berne oltre cento litri nel giro di una decina di minuti.

 Per approfondire l’argomento e saperne di più sull’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile in fatto di acqua leggi la Fonte:  https://www.lifegate.it/persone/news/giornata-mondiale-acqua-2018 

Di |2020-03-26T13:53:06+00:00Marzo 22nd, 2018|Sguardo Cosmico|0 Commenti

Cristallo-Famiglia, un messaggio

Cristallo-Famiglia, un messaggio

Carissimi tutti,

nell’augurarvi una felice giornata tra i colori dell’autunno, desidero condividervi qualcosa che mi è accaduto in un sogno-visione: il grande insegnamento del Cristallo-Famiglia, un messaggio alla comunità che giunge per tutti noi e che ancora una volta è un monito per la famiglia umana!

 

L’antefatto:

dopo la fine di uno dei miei seminari Eos, che è stato arricchimento e crescita  nel suo potente mostrare bellezza ma anche  rivelare qualche turbolenza relativa a personalità che ancora dovevano essere lavorate. Nel culmine di un sonno leggerissimo vengo ” svegliata” dalla sensazione di essere osservata. Comprendo a livello animico che si sta instaurando una comunicazione sottile con i Maestri Cristalli ( di cui ho degli esemplari testimoni nella mia stanza).

In quel momento, nel buio appena illuminato dalla luce dei lampioni in strada,  sento come qualcosa che fa pressione sul mio addome. Penso al mio cane che dorme con me sul suo tappetino, ma che a volte, quando sono in particolari ” stati” di connessione, salta sul letto per riscaldarmi. Allungo la mano ma il cane non c’è.

In quel momento vedo nel mio occhio interiore una sorta di nucleo denso che come fosse una piccola astronave di pochi centimetri- grande quanto un vassoio ovale-  si posa sul mio addome .

Ne sento il peso fisico, come se potesse essere di circa 2 chili e vedo CHIARAMENTE un Cristallo Famiglia perlaceo. O almeno “SO” che è quello.

E’ grande e potente con tanti componenti -figli e due grandi componenti come fossero padre e madre.

E’ lì sulla mia pancia con tutta la sua possenza.  Accetto la comunicazione…vedo la Grande Famiglia Umana, vedo la Sacra Famiglia con Gesù, vedo tutti noi, vedo la mia famiglia…

E’ bellissimo, è dolorosamente dolce, è profonda gratitudine.

Percepisco allora chiaramente non solo l’insegnamento che i Cristalli davano, ma una vera grande opportunità che la Coscienza Cristica Illuminata donava per guarire il conflitto di cui spesso le famiglie sono ” ammalate”…e più in generale la famiglia umana.

E mi auguro fortemente che ciascuno  dal punto in cui è, possa fare profonda riflessione e apportare guarigione. Riconosco in ciascuno la bellezza del Creato, ed è mio profondo desiderio che  perduri una stabile Armonia e Fratellanza Vera, con sincero ascolto l’uno dell’altro, nella vera collaborazione e accoglienza.


Ecco il messaggio- L’insegnamento perenne dei Maestri Cristallini-vivida luce e verità:

Il Cristallo Famiglia ha autorevolmente parlato e comunicato e queste sono le parole scaturite dal Nostro Sacro Cuore Unificato. Vorrei che  fossero una profonda meditazione interiore, un vero e proprio manifesto della nostra comunità vivente nella Seconda Venuta:

” Amatevi, comprendetevi, ascoltatevi, 

nutrite le vostre azioni e i vostri pensieri di compassione e non di egoistiche necessità che travestite da libero arbitrio. 

Non siate sordi fratelli alle necessità del cuore -famiglia.

Onorate il Padre-Madre nei vostri genitori, nei vostri Maestri, nei vostri compagni di cammino, in ogni essere senziente e in ogni cosa in questo universo.

Ponetevi in ascolto della vera voce interiore e non dei falsi pensieri che non avete ancora imparato a riconoscere come le ombre delle vostre ferite. 

Imparate a condividere con umiltà il vostro sentire, in ogni singola famiglia-nucleo-gruppo-comunità che incontrerete,  

dopo aver amato le vostre debolezze ed esservi arresi alla vostra verità, 

non come rabbioso fardello da lanciare per ferire e poi nascondersi, 

non come orgoglio supponente e dispotico, 

non come ieratico silenzio che giudica,

non come pietistico giustificare,

non come inetta non ingerenza,

ma come Materna Accoglienza 

di OGNI DIVERSITA’, 

come aspetto di Sé e come tale AMARLO.

Offrendo se stessi nel lindore acquisito dal necessario lavoro su di sé,  come opportunità per l’altro sia come singolo individuo che come Comunità.

Dal microcosmo del Sé al macrocosmo della Grande Famiglia Umana e Galattica.

Così è-Così è-Così è”

Ogni bene!

Darshana

Di |2017-12-05T19:00:09+00:00Dicembre 5th, 2017|Sguardo Cosmico|0 Commenti

Contemplazione è Luce Diamante

La Contemplazione è la Madre del Silenzio!

Durante l’ascolto di una delle ultime trasmissioni radiofoniche di Darshana, sul suo canale EOS Radio Galaxy, intitolata “Il miracolo della trasformazione nella vita” sono stati molti i momenti in cui cuore e mente all’ unisono sono sobbalzati dopo aver sentito dentro di me la Verità di ciò che le orecchie udivano. Già desidero riascoltare la trasmissione perché alcune cose sono già “fuggite” mentre mantengono una eco, altre invece sono presenti in ogni momento.

Ecco che verso la fine della trasmissione Darshana parla della Contemplazione… e così risuona in me e lascio che cuore e mente fluiscano: “Cara Darshana grazie di aver ripreso le trasmissioni in Radio! E’ stato – come sempre – intenso e bello seguire le tue parole e sulla contemplazione volevo condividere con te il mio sentire: l’atto di Contemplare fa parte da sempre del mio essere e da quando sono nel cammino nei portali geometrici, nell’energia del Metodo EOS, nei tuoi insegnamenti, inizio a percepire sempre più la bellezza della Contemplazione come una porta verso il “Rifugio nell’Assoluto” di cui ci hai parlato in altri incontri.

“Rifugio nell’Assoluto”

La Contemplazione – è curioso ma anche molto semplice – è uno stato in cui mi ritrovo come se fossi uno specchio interiore in quanto avverto qualcosa che contempla me e il motore di tutto questo, l’inizio e la fine se così posso dire, è la BELLEZZA. Come Fiore e Frutto dell’Amore la Bellezza mi spinge alla Contemplazione ma è la Contemplazione stessa che è Bellezza e si Bea di Sè con il distacco emozionale che ci porta verso la Presenza. La Presenza è il Silenzio pieno di ogni Suono, è il Vuoto pieno di ogni cosa: il Sorriso del Fanciullo.

Allora posso dire che La Contemplazione è la Madre del Silenzio! La Contemplazione è la Luce Diamante

Una Luce che con dolcissima e inesorabile energia accoglie in unico Sentire ogni cosa: ecco allora si accende ancora una volta il desiderio e la curiosità di andare a vedere, osservandomi, cosa E’ in tutta quella Bellezza? Forse questo è il Mistero o parte di Esso e c’è una novità in me che non ho mai detto a nessuno: non mi interessa più scoprirne il Segreto poiché inafferabile e intoccabile E’… così come il sangue che mi scorre nelle vene pari al vento che soffia tra i monti siamo dentro e fuori continuamente pensati e creati e spinti nell’Esperienza della Vita (altro tema splendido di apertura della trasmissione di Darshana) da quel Divino che è la Vita Stessa.

E’ straordinario per me pensare contrario questa affermazione: ho sempre pensato che in Vita dovessi fare Esperienze… invece no. Non devo fare nulla: solo Vivere l’Esperienza della Vita tutta insieme con tutto ciò che E’! Senza separazioni operate dalla Mente. “L’Unicità in cui Dio si è compiaciuto in ogni uno di noi: nella Vita di ogni uno di noi” (è una frase che mi diceva mio padre Marco). Nell’ Esperienza della Vita sperimentiamo continuamente “la Divina Presenza in tutto ciò che E’ in ogni dove!” . Possa la mia consapevolezza accogliere tra le sue braccia e fare sua questa Verità che sento in me. Apro il mio Cuore cosicché l’Amore si possa riversare dentro e divenirne la Fonte.

Con Amore, Rispetto e Gratitudine…  Grazie! Grazie! Grazie!

Matteo Melishabet Moletta

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PER APPROFONDIMENTI sui contenuti già presenti su EOS RADIO GALAXY o poter partecipare in diretta per i Sat Sang on line di Darshana dovete sintonizzarvi sulla radio, Potete accedervi dal vostro computer inserendo nella barra di google il link seguente di Spreaker
https://www.spreaker.com/user/9749371

​C’è la possibilità di comunicare in chat con delle domande, ma dovete loggarvi come Follower, così sarete anche informati con una mail quando saranno inseriti nuovi contenuti o verrà indetta una nuova data e il tema di una trasmissione in diretta.​
C’è la possibilità di accedere al canale radio anche da Smartphone.

Di |2019-01-30T19:51:58+00:00Novembre 14th, 2017|Sguardo Cosmico|0 Commenti

Risveglio e guarigione spirituale

Il Risveglio è armonia con il Sé, allineamento , consapevolezza della realtà. Dalla notte dei tempi, le grandi Maestrie di ogni tradizione hanno operato affinché la consapevolezza umana si evolvesse, offrendo all’uomo la possibilità di accrescere il proprio benessere in relazione alle cose, alla natura e a se stesso

di Alessandra Pedraglio

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Di |2017-10-22T17:47:41+00:00Maggio 26th, 2017|Sguardo Cosmico|0 Commenti

Anime gemelle

Quando due anime evolute si incontrano, nel cammino che ciascuna ha compiuto, arrivati ad un certo stadio vi è un profondo riconoscimento energetico e vibratorio che abbatte ogni velo o separazione, preparandosi così ad incontrarsi. Avviene un riconoscimento d’Amore incondizionato in cui le anime risuonano all’unisono a livello del suono-vibrazione che esse emettono, in armonia con il suono universale.

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Di |2017-10-22T17:48:27+00:00Maggio 23rd, 2016|Sguardo Cosmico|0 Commenti

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