Insegnamenti

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Crea la tua vita

“….La cosa più semplice che le persone non comprendono é che ogni pensiero che formuliamo e ogni parola che pronunciamo creano il nostro futuro.

E’ come se i pensieri venissero proiettati nell’universo, venissero accettati e tornassero indietro sotto forma di esperienze.È molto semplice, ma la maggior parte delle persone fa fatica a comprenderlo.

Se puoi accettare questa semplice verità, cosa non certo facile da fare visto che sono in molti a trovarla ridicola puoi creare da te la tua vita, è letteralmente come se la dipingessi tu stesso.

Se accetti questo, puoi iniziare a creare coscientemente quello che vuoi
che accada nella tua vita.

Diventi consapevole di quello che non vuoi e che contribuisci tu stesso a causare.
Io penso che sia sempre esistita questa cosa, ma, per qualche ragione, in
questi ultimi vent’anni, l’universo vuole che tutti se ne rendano conto, o almeno quelli che sono pronti per farlo.
Molti di noi pensano di continuo, i pensieri ci si affollano in testa. Ma
non prestiamo attenzione a quello che pensiamo. Pensiamo e basta.

È necessario invece allenare la mente a riconoscere i propri pensieri.

“A cosa sto pensando? Voglio che questo pensiero si materializzi nella mia vita? Voglio vivere questa esperienza a cui sto pensando? E’ utile chiederselo di tanto in tanto.

Ci vuole un po’ per riuscire a farlo, ma se riesci a metterlo in pratica anche solo con le piccole cose, allora sarai in grado di fare dei cambiamenti.

Louise L. Hay “ Puoi guarire la tua vita

By |2017-10-06T17:22:59+00:00Dicembre 16th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Sofferenza e Sforzo- Dialoghi con gli Elohim

Dialoghi sull’Uomo con gli Elohim di Luce-Tramite il canale di Darshana degli Elohim di Luce- Stella dell’ Ordine di Melkisedek

Ci sono strutture della mente umana che sono ancorate fortemente all’esperienza della sofferenza.

Sia come attaccamento alla Memoria Mgnetica dell’Umanità di Specie Terrestre, sia come forma ancestrale del retaggio che é stato definito religione: forma-struttura dell’archetipo del divino.

Anche l’ esperienza della vita incarnata – azioni e pensieri di quella che definiamo vita umana,  insieme alla memoria cellulare  della vita karmatica o ciclo delle morti e rinascite contengono la matrice della sofferenza.

Essa é un patto generato dalla Falsa Mente, da una esperienza-idea della Natura  che si autogenera con “Sforzo”.

Natura intesa come organismo Gaia Pianeta Terra e come Natura Vivente dei Regni dell’evoluzione del Pianeta, tra essi il genere umano terrestre.

Lo Sforzo e la Sofferenza però non sono la stessa cosa.

……………………

Insegnamenti degli Elohim di Luce

Tramite il canale di Darshana degli Elohim di Luce

Stella dell’ Ordine di Melkisedek

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By |2017-10-06T17:22:59+00:00Dicembre 4th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Abbandono di tutto e abbandono al Tutto

Un monaco domandò al maestro Hsuan-sha: “Che cos’è il sé?“.
E lui rispose: “A che ti serve?”.

La ricerca del Sè.

Una cosa è una risposta e altra cosa è il tacere delle risposte.

Una domanda è l’estrinsecazione verbalizzata dell’indagine intorno a qualcosa. Qui cominciano i problemi. Il fatto è che così la domanda si chiude in una strada senza uscita, perde la sua fonte di indeterminatezza e di vuotezza.
Si può anche dire che la meditazione sia una domanda, ma bisogna intendersi. Se diciamo: medito per rispondere alla domanda riguardo alla mia natura, allora mi svio.

La partenza può anche essere questa e certamente c’è del vero nell’accostamento tra meditazione e “conoscenza di sé”, ma non nel senso usuale e banale del termine. Quando uno dice: mi conosco, so come sono fatto. Ecco: non in questo senso. La meditazione non è la risposta alla domanda “Che cos’è il sé?”; essa non è la ricerca del sé, l’indagine intorno al sé, non è la riappropriazione del sé (quando ne sei stato disappropriato?), non è la risoluzione di un problema

. La meditazione non è la conclusione intellettuale ad una domanda altrettanto intellettuale. Questo modo di domandare va in realtà abbandonato: la meditazione è l’abbandono di tutto ciò, è propriamente arte dell’abbandono in sé e per sé.

Abbandono di tutto e abbandono al Tutto. Continuare a questionare (cos’è la realtà? cos’è il sé? dov’è la verità? …) significa ancora rimanere sulla soglia, è opporre resistenza all’esperienza trasformante. Trasformante cosa? Trasformante niente, si intende! È semplicemente dal nostro punto di vista illusorio che parliamo di trasformazione, ma nell’esperienza della meditazione lo riconosciamo tutti: non c’è nessun cambiamento, nulla che venga trasformato, ma solo un puro esperire, un semplice stato di essere e consapevolezza, un disincantato guardare e non un egocentrico fare coatto.
Il sé, la sua struttura, il suo significato, la sua realtà, … Tutto questo non va scambiato con una serie di dati, di informazioni interessanti da conoscere. “Che cos’è il sé?” non serve proprio a niente, non conduce a niente.

La domanda e l’esperienza sono l’una contraria dell’altra: se domandi, ti vieti l’esperire, lo blocchi e cominci a rimuginarci sopra. La meditazione è questo: esperire al di là del domandare. È accorgersi che il domandare è un circolo vizioso, assai allettante, fascinoso, ma che è una trappola insidiosissima per la mente. È l’ennesima scusa per rimanere a dormire.
La meditazione è arte di semplicità: non si ferma davanti a nulla. Solo ciò che serve è proprio ad essa, il resto non appartiene alla sua sfera. La meditazione è il tacere di ogni sovrappiù: “A che ti serve?”.
La meditazione è esperienza del sé. Non conoscenza. Non risposta. Non formula filosofica. Non definizione psicologica. Non un manuale di istruzioni.

Fonte:http://www.lameditazionecomevia.it

By |2017-10-06T17:22:59+00:00Agosto 26th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Allineamento Assio-Tonale

Così in alto come in basso, come a destra, così a sinistra, come avanti così indietro. Dove ci troviamo, noi? Al centro esatto. Allineamento Assio-Tonale.

Ma siamo l’una e l’altra cosa sia il sopra che il sotto, sia il dentro che il fuori perché siamo sia il contenuto che il contenitore.

Quand’è che non c’è equilibrio? Quando ci riconosciamo solo in uno di questi aspetti , anziché vederci nell’unità di tutti questi aspetti.

In questo possiamo anche riconoscere microcosmo e macrocosmo : noi siamo il contenitore del nostro corpo con tutti gli organi, il contenitore del nostro cuore, allo stesso tempo siamo contenuti nell’Universo, come parte di questo Universo. Quindi, contemporaneamente siamo contenitori e contenuto : conteniamo il nostro dentro che è a immagine e somiglianza dell’Universo, quindi è come se contenessimo l’universo stesso.

Tutti questi aspetti fanno parte del processo di crescita nel trovare l’equilibrio. Quanto più siamo nell’equilibrio, quindi nell’allineamento assio-tonale , più possiamo accedere ai Campi della Grazia, della Serenità, della Pace , dell’Abbondanza .

“Dai a Cesare quel che è di Cesare”. Che significa? Noi siamo nell’equilibrio, quindi siamo nel campo della grazia, dell’abbondanza, “A ciascuno il suo”. Quindi, abbondanza per qualcuno può essere pane e marmellata assicurato per più giorni, per altri una barca a vela ….A ciascuno il suo. …….

Come possiamo stare in equilibrio? Spostando l’asse dei nostri pensieri, cioè allineandoli: terz’occhio, cuore, ki; questo è l’allineamento assio-tonale. Vi dice qualcosa, questo segno?  ( si fa il segno della croce)

Ci è stato insegnato  per rappresentare la crocifissione che un l’imbroglio della terza dimensione ; ci è stato insegnato, ma è stato usato per costringerci nella sofferenza. Ci è stato insegnato in realtà perché ha un senso : terzo occhio, cuore, ki allineati , come a destra così a sinistra . Qui ci sono due punti nodali che ben conoscono nella medicina orientale, che si chiamano punti di sopravvivenza e, in tutti i trattamenti energetici, vengono sempre toccati .( due punti sulle spalle)

Dove noi abbiamo dei codici impressi a livello archetipico , ma non soltanto come archetipo dell’esistenza terrestre, ma anche come archetipo stellare……….

Tantissime acquisizioni, almeno per quanto mi riguarda, durante i channelling  degli ultimi due anni, riportano tantissimo a questo… la nostra provenienza stellare dalle varie costellazioni … siamo il frutto quantico dell’intero Universo . Non possiamo pensare , siccome siamo nati sulla terra, di non essere un tutto quantico di tutto ciò che , alla Terra, finisce, perché la Terra appartiene ad un sistema solare di una Galassia, dove ci sono altri pianeti, ciascuno con la sua funzione, ma è un sistema perfetto, armonioso dove Giove ha un’influenza su Terra, dove Plutone ha un’influenza sulla Terra e, sappiamo…  l’astrologia pura. E’ una scienza; non sto parlando degli oroscopi: quella è in un certo senso una spazzatura mediatica . Sto parlando dell’astrologia vera ….

Non solo la nostra Galassia, ma abbiamo infinite altre galassie, non esiste solo la nostra galassia; sono già state individuate altre galassie che non possiamo conoscere perché le informazioni ci arrivano da tali distanze che non riusciamo a codificarle, però l’Universo è stato riconosciuto ed anche datato , e sappiamo anche dove finisce..dopodiché c’è il buio, ma non c’è il buio perché finisce l’universo ; c’è il buio perché , oltre, non riusciamo a vedere..

Ricordate gli insegnamenti della Via del Cuore? Del Melkisedek?  L’Universo ha dentro un altro Universo , che ha dentro un altro universo….

Quindi noi siamo il punto di congiunzione di tutto.

Allora quando creiamo questo allineamento attiviamo la Merkaba di luce ; la nostra Merkaba, che è un sistema quantico, che ci fa stare perfettamente equilibrati al centro. L’uomo é  una struttura di geometria sacra: cerchio, quadrato, triangolo;   E’ in allineamento assiotonale, pensate all’uomo di Vitruvio… con le gambe aperte che fa triangolo . Un triangolo la cui base sono i piedi ….  Proiettato è una merkaba, dentro un cerchio e dentro un quadrato: il famoso quadrato che ancora una volta i Maestri mi mostrano   nell’ultimo channeling . Perché dico queste cose? Perché c’eravate voi in quel channeling; quindi voi siete il frutto di quel channeling. Non io. Siete voi che lo avete richiamato a voi; perché è accaduto con voi. E’ accaduto fra voi, non è accaduto fuori di qua. Voi inteso come noi tutti quando accogliamo gli insegnamenti…

Quindi, il percorso di consapevolezza è stare in equilibrio : qual è il centro di questo allineamento? E’ il cuore : far passare tutto dal cuore, non dalla mente; non dall’intestino, non dalle paure , non dalle aspettative, non dalla fame : perché la fame non è la nostra: la fame è di chi ci ha affamato.

Vedete, ci hanno affamato… la cosiddetta manipolazione, la dipendenza dal denaro, dagli idoli…

Dio, il Maestro non ha posto tra gli idoli  che ci sono stati imposti, i bisogni indotti, le necessità non realmente necessarie, una vita di sprechi… la manipolazione è Impero. Impero é Matrix…

Ne parla anche la cultura antagonista, ma lo fa da uno spazio ” politico”, cioè da un logos che non é altro che un aspetto di Matrix…

Ogni volta che si oppone conflitto al conflitto diamo nutrimento alla trappola disarmonica del caos. “L’ansia carnivora del nulla...”

Allineamento assio-tonale é riconoscere l’unione degli opposti, la diversità consapevole…l’armonica accettazione…

©Darshana degli Elohim di Luce

in compenetrazione con il Melkisedek e i Maestri Guaritori Cosmici.

Ideatrice del progetto EOS-Energia Olografica Sistemica® di cui mutua e veicola le Frequenze di Guarigione Olografica dai Maestri Guaritori Cosmici.

By |2017-10-06T17:22:59+00:00Agosto 19th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Mente collettiva e mente individuale

Siamo tutti connessi gli uni con gli altri.

“Non c’è alcun posto dove andare, nulla da raggiungere.
Tutto quel che conta è se sei consapevole di ciò che sta succedendo.
Ciò che accade, (il contenuto della tua consapevolezza, ndt) non ha nessuna importanza perché tu non hai alcun controllo su questa cosa, fa parte della mente collettiva, che è come un oceano dove le onde sorgono e cessano, e sulle quali dunque tu non hai alcun controllo .
Capita che qualcuno a Pechino parli e abbia un’influenza su di te che sei a Auckland; siamo tutti connessi gli uni con gli altri e tu non puoi farci nulla, sei solo una frazione di un organismo, un individuo che è parte di una cosa molto più vasta , il sistema, perciò non hai davvero alcun controllo su queste cose; tutto ciò che puoi fare è di renderti consapevole di ciò che avviene.
Se sei consapevole, in quell’istante sei risvegliato.
In quel momento sei illuminato.
E se lo perdi il momento successivo, vuol dire che è andato.
Ma poi ritorna, e, di nuovo, lo puoi perdere, ma via via che il tuo livello di coscienza cresce i periodi di vigilanza si allungano, e se continua a crescere si può dire sia ininterrotta.”

Sri AmmaBhagavan Sharanam – (tratto dalla Conferenza con la Nuova Zelanda, 3 gennaio 2010) Da “Terzo Livello”, traduzione di Carla Boccherini

By |2018-12-16T09:28:41+00:00Luglio 13th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Amore ed Energia

Cos’è che ci radica alla vita?

E’ l’Amore, l’ Energia prima.
Noi nasciamo da un atto d’Amore, tra nostro padre e nostra madre.
Ed anche nella natura, il frutto nasce da un accoppiamento.

Se il primo motore è l’Amore, l’altro è sicuramente l’istinto.
Se abbandonate un neonato, lui per istinto si aggrapperà a succhiare qualsiasi cosa,
comincierà a mordersi le unghie, e per istinto si aggrapperà alla prima persona
che lo prenderà in braccio, come farebbe un animale, ad esempio la famosa oca di Lorenz.
L’istinto è anche quello di sopravvivenza, bisogna sopravvivere e ci si aggrappa a qualsiasi cosa.
In questo istinto di sopravvivenza c’è una paura archetipa che è quella della morte.
Se non mangio muoio, se non amo, se non sono amato muoio.

Se non c’è amore non c’è vita, non ci può essere vita senza l’amore.

E’ l’energia Shakti dell’universo, che fa si che i fiori fioriscano e gli alberi portino frutti.
Io viaggio spesso tra i mondi, e ce ne sono alcuni
dove questo principio appare sotto forma di privazione,
dove l’universo è molto paterno ma rigido, territori in cui ci sono solo licheni, solo strutture di ghiaccio.
L’esperienza della magnificenza della Natura la viviamo nel pianeta
che è il pianeta dell’amore, la Terra è il pianeta dell’Amore.
Ed anche la curiosità può essere un aspetto di radicamento.
Infatti il bambino comincia a sperimentare, e la curiosità lo porta ad apprendere, per imitazione.
Qualcuno dice la mente….ma la mente viene molto dopo,
ad esempio la mente del bambino come consecutio temporis avviene attorno ai sei, sette, otto anni di vita.

Prima di quell’età i bambino non sperimenta solo attraverso la mente,
ma sperimenta soprattutto attraverso i sensi e la memoria sottile,
gli occhi, l’olfatto, il contatto fisico, i mondi invisibili….
Il bambino nei primi anni di vita conosce ciò che tocca, che porta alla bocca,
la bocca è il seno della madre, la conoscenza avviene attraverso il seno della madre,
il Nutrimento del Mondo, la Madre Divina…

L’istinto di sopravvivenza è alimentarsi…. sperimentare attraverso le mani.
Il processo di conoscenza. di curiosità, di consapevolezza del bambino è anche attraverso le mani.
Noi non possiamo conoscere gli altri se non li tocchiamo,
abbracciamo, se non entriamo in questo spazio di intimità.
E così non possiamo conoscere noi stessi se non ci tocchiamo profondamente,
nella nostra intimità eterica.
Quando noi sperimentiamo questa intimità con noi stessi, con la Divinità interiore,
ci radichiamo fortemente alla nostra vita.
Più siamo intimi con noi stessi, più siamo attaccati alla vita.
Il risveglio, che è la qualità più alta di questa intimità, è gioia pura.
Ami la vita e la ami in tutti i suoi aspetti, non puoi non amarla,
perchè la riconosci fortemente dentro di te,
dove l’hai trovata, in questo spazio intimo.
Quando la trovi, tu scoppi di gioia.
E ami come ama un bambino, nello stupore di Nuova Conoscenza.

©Darshana degli Elohim da incontri esperienziali
(Darshana Patrizia Tedesco, ideatrice di EOS-Energia Olografica Sistemica ®)

By |2017-10-06T17:23:00+00:00Maggio 17th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Integrità interiore e Presenza

“…Come sentire la Presenza, come essere sicuri di essere in contatto con la Presenza?
Per essere in contatto con la Presenza devi avere una grandissima integrità
interiore.
Quando ti eserciterai entrerai in contatto con il vero problema.
Adesso quello che tu dici essere il problema in realtà è il problema creato, non il problema reale.
L’integrità interiore deve essere usata per entrare in contatto con il problema reale. Quando entrerai in contatto con il problema reale allora il conflitto interiore cesserà.
Una volta che il conflitto interiore è cessato il pensiero rallenterà fino al punto di fermarsi tutto d’un colpo.

Quando il pensiero scomparirà la Presenza entrerà.
La prova del contatto con la Presenza sarà che se tu stavi parlando con tua moglie ti sentirai in unità completa con tua moglie, se tu stai parlando con un amico ti sentirai in unità completa con il tuo amico, se tu stai camminando per la strada ti sentirai in unità totale con un estraneo, se tu stai guardando una pianta ti sentirai in unità totale con quella pianta. L’unità è la prova che la presenza è dentro di te.

L’integrità interiore è uno strumento per vedere che cosa sta succedendo dentro di noi. L’integrità non giudica, non condanna, non dà spiegazioni. È semplicemente l’osservazione di quello che sta succedendo. C’è paura, c’è lussuria, c’è rabbia, c’è gelosia, c’è
invidia, non c’è amore, non c’è connessione.
Potrebbe non piacerti quello che vedi ma comunque devi continuare a guardare quello che c’è.
Allora potrai scoprire che quello che c’è dentro di te non c’è solo in te, ma in tutte le menti umane. È stato così per millenni.
Gli oggetti di queste emozioni possono essere cambiati ma non la struttura di queste emozioni. Poteva esserci paura per la tigre nel passato
mentre oggi la paura sarà per il mercato azionario.
A questo punto scoprirai che non c’è nessun cambiamento possibile. Quando l’impossibilità di cambiare ti colpisce, la tua mente si zittisce. Senza sforzo, senza ulteriore impiego di energie scoprirai molto naturalmente che c’è accettazione, seguita dall’amore e molto presto seguita dalla presenza.
Questa è la connessione tra integrità interiore e Presenza.

Sri Bhagavan- Oneness University

By |2017-10-06T17:23:00+00:00Aprile 3rd, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Giungere a noi stessi

Per guarire la Terra attraverso la trasmutazione, dovete essere disposti a fare appello al Divino che è in voi, e unirvi alla vostra comunità per creare l’energia capace di trasmutare l’ambiente in cui vivete .
Per trasmutare l’energia noi dobbiamo attingere al Divino che è in noi. Quindi giungere pienamente al centro di noi stessi . Lo posso incontrare se vado verso me; se non vado verso me io non posso incontrare il Divino che è in me; perché il Divino che è in me non è fuori di me .
Cercare, cercarsi…Dove possiamo arrivare?
Non dobbiamo andare da nessuna parte, perché siamo già dove ci troviamo. Questo viaggio è esattamente dentro di noi : è stare dove noi siamo. Thomas Elliot, nella poesia Quattro quartetti splendidamente ci insegna il senso di questo continuo ricercare, mettersi in viaggio giungere in un luogo e poi scoprire che era esattamente il punto da cui sei partito . Quindi, in realtà, tutto il percorso era per trovarsi.
Come il nostro andare verso Dio, e cercarlo, cercare il senso di quello che facciamo, non è altro che giungere a noi stessi.
Più sei al centro di te stesso, più stai portando avanti il cammino. Il cammino è quanto più sei al centro di te.
Trovare lo spazio interiore e stare al centro di te… noi siamo costantemente triturati dalle cose da fare, il lavoro, la famiglia, il denaro.. A volte proprio non abbiamo il tempo materiale, fisico, di fermarci. Bisogna fermarsi un po’ più spesso . A un certo punto, se non lo si trova, è la vita stessa che ti ferma; in qualche modo si impone.

In questo tempo accelerato e caotico, stiamo in qualche modo allontanandoci dalla ricerca di chi veramente noi siamo . Solo trovando, scoprendo questo divino in noi possiamo veramente accedere alla trasmutazione e allora operare tutti i fenomeni.
Dialogare con il Divino come se fosse un amico . O come se foste voi stessi, davanti a uno specchio…
Questo è un esercizio che potreste fare tutti i giorni per una settimana.   Porvi davanti ad uno specchio e guardarvi per 11 minuti. Dopo i primi secondi vi vedete… poi cominciate a riconoscerci, poi potreste aver paura di ” vedervi” veramente e non averne voglia…a volte lo specchio viene perforato dallo sguardo e vai oltre, vedi anche oltre ..
Incontratevi, in questi 11 minuti potete anche parlarvi, però non usate la parola per allontanarvi dalla semplice osservazione, vedrete che potete riconoscervi, potrete magari anche vedere vostro padre o vostra madre, potrete vedere delle cose di dolore, per esempio, o, invece, delle gioie .  Non allontanatevi da voi facendo eccessivamente smorfie , perché è una cosa che facciamo anche con gli altri. Quando siamo con una persona la mimica facciale a volte la usiamo per mascherarci…questo ci allontana dall’altro, non ci avvicina. Perché ciò che dobbiamo creare è semplicemente uno spazio di ascolto tra i nostri occhi e lì ci si comincia a “vedere”, mentre la mimica è un allontanare , non è un avvicinare. Anche la gestualità, la gesticolazione è un allontanare……….
Quindi, incontratevi per 11 minuti davanti ad uno specchio….varcate la soglia del vostro spazio interiore…
Energeticamente questo è un tempo di passaggio in cui niente più sarà come prima , anche se molti si ostinano a far finta di niente, soprattutto, prima di questo passaggio, di questa transizione, noi dobbiamo incontrarci , ed anche incontrarci con il nostro Divino.

Non ci sarà nessun processo di trasmutazione se non incontriamo il Divino che è in noi; il Divino che è in noi non è un oggetto esterno : il divino che è in noi è noi.

Io non posso conoscere il Divino che è in un’altra persona perché ci sono sette miliardi di Divini come, giustamente dice Baghavan. C’è un Divino in ognuno , però questo insieme di Divini fanno il collettivo del Divino, di ciò che Dio è… Per questo è un Dio di tutti!
La sua forma nelle diverse tradizioni, sono proiezioni della cultura di ciascuno, che poi diventano proiezioni di un popolo .
Quindi  andare profondamente alla ricerca di sé , del Divino che è in sé, per operare la trasmutazione. Ecco perché Gaia ci ha detto “Incontriamoci con gli antenati”; perché , per sapere chi sono, devo sapere da dove vengo, sei identificato attraverso i tuoi avi. ( channeling da Gaia n.d.r.)

Lo specchio non mente. Sono modi di dire…Lo specchio non mente; quindi la ricerca di sé e del Divino che è in sé è la ricerca della verità, perché quando sei là davanti allo specchio della tua anima, tu sei tu e non c’è nient’altro. Non ci sono più giochi; non ci sono più proiezioni.
Quindi lì è uno spazio di verità che viene richiesto, questo è l’aspetto più difficile. Il Divino ci impone uno spazio di verità, non può essere altrimenti ; non può fare il nostro gioco …

Uno degli ultimi insegnamenti di Baghavan dice proprio questo : il Risvegliato vive l’esperienza di Dio con l’emozione; il non risvegliato lo vive con la mente.
L’esperienza di sé è un’emozione; allora si capisce anche il corpo emozionale a che cosa serve: a fare l’esperienza di Dio. L’esperienza del Divino è un’emozione.

Con l’esperienza di Dio attraverso l’emozione facciamo l’esperienza della totalità dell’esistenza…..
Quando sei arrabbiato qual è l’elemento naturale che ti può venire in mente? Il fuoco.
L’esperienza dell’emozione è un veicolo per essere totalmente connesso a tutto ciò che è. E’ un veicolo per fare l’esperienza del Divino in tutto ciò che è … in realtà noi non stiamo cercando altro che unirci con Dio…quando incontreremo il Divino in questo incontrare noi stessi, genereremo il Figlio : nel nome del Padre, del Figlio… dello Spirito Santo.
Allora creeremo il Sacro Figlio e saremo pronti per la trasmutazione …saremo noi stessi substantia: io mi genero quando incontro il Sacro Figlio.

….Dobbiamo essere disposti ad essere veri , integri, perché questo è richiesto dalla Maestria del nostro cuore, lo specchio della nostra anima…

Darshana degli Elohim – dalle meditazioni e channelling

By |2017-10-06T17:23:00+00:00Marzo 26th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

La Natura ci insegna

“Quando Gesù diceva: «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio», faceva una distinzione tra i valori materiali, terreni, e i valori spirituali, ma non raccomandava di abbandonare il mondo per volgersi unicamente a Dio.

Finché siamo sulla terra non si può pensare di abbandonarla.

Su questa terra, però, dobbiamo soltanto posare i piedi, mentre la testa va
tenuta nel cielo, il che significa mettere saggezza e amore in
tutte le nostre attività, affinché ciascuna di esse ci avvicini
al mondo divino.
Noi abbiamo una missione da compiere sulla terra, e questa
missione consiste nel manifestare Dio in ogni cosa. È necessario
vivere la vita terrena come la vivono le piante: esse rimangono
ancorate alla terra, ma la trasformano e la fanno evolvere.
L’uomo non solo non deve lasciare la terra, la materia, ma deve
anche concentrarsi su di essa per trasformarla.

Le piante ci rivelano come non abbandonare la terra, dirigendosi comunque
verso il cielo. Ecco un’altra lezione che ci viene dalla natura. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

By |2017-10-06T17:23:00+00:00Marzo 14th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Il microcosmo Famiglia e Dio

La famiglia, il microcosmo delle relazioni all’interno di essa…è dove noi impariamo a vivere nel mondo: mio padre mi ha insegnato che un uomo è…, mia madre mi ha insegnato che una donna è…, mio padre mi ha insegnato che  la vita è….

La prima immagine che abbiamo del mondo è attraverso di loro; così come loro guardano il mondo , così lo guardiamo anche noi . Poi cominciamo a guardarlo attraverso gli occhi dei compagni , attraverso gli occhi delle maestre che, magari, ci indirizzano attraverso il gioco, attraverso le relazioni tra gli amichetti , ci danno delle dritte su come navigare nel vissuto del quotidiano. Poi c’è la scuola; poi saranno gli amici , poi sarà la vita stessa. Però, diciamo, questo primo imprinting lo danno i genitori .
E chi sono i genitori?
I genitori sono i nostri Dei , perché ci sembrano invincibili, straordinari . E noi, da questo Dio, accettiamo qualunque cosa e ,a questo Dio, noi chiediamo qualunque cosa . Quando entriamo in uno spazio di conoscenza di quella che è la nostra piccola vita e cominciamo a staccarci un po’ da loro , cominciamo a perdere questa totale fede . Peggio ancora quando cominciamo a vederli per quello che sono ; lì c’è proprio la perdita totale della fede.
Ma , in realtà, che cosa vediamo di questi genitori? Vediamo la loro umanità, così come vedremmo la nostra. Ma la loro non ce l’aspettiamo; da loro vogliamo l’impeccabilità: quella che avevamo nella nostra mente quando eravamo piccolini. E loro erano grandissimi, invincibili, enormi , belli; quanto li amavamo nella loro bellezza.

E da loro accettavamo qualsiasi cosa: la sgridata come il complimento; qualche volta abbiamo accettato anche violenza; abbiamo accettato contraddizioni ; abbiamo accettato privazioni .
Allo stesso tempo chiedevamo tutto. Chiedevamo la presenza costante : quando si è piccoli piccoli il pianto è il richiamo della madre… il trauma di quando un bambino viene portato al nido e riversa poi sull’insegnante la proiezione della propria madre , però vive questa separazione: quello è uno dei primi tradimenti .

Una prima perdita di fede , perché avviene una prima separazione. Oppure quando, appena nato, non può essere messo sul corpo della madre o non può essere attaccato al seno . “non ricevo il primo nutrimento”. Il colostro è l’ambrosia, il nettare degli Dei. Non avete idea di cosa contenga il colostro, è una roba molto simile alla pappa reale . Quindi, in natura esistono un insieme di aminoacidi , di vitamine, di Sali minerali , che è l’imprinting per il bambino, cioè, il suo corpo ha il primo imprinting alimentare . “Io sono un essere umano vivente; mi nutro “.
Senza quell’imprinting ha poi serie difficoltà; c’è uno stretto collegamento tra chi soffre di allergie ed intolleranze alimentari e il non allattamento al seno. Ma non tanto per il latte, è il colostro. E’ il primo riconoscimento dell’imprinting come essere umano. Così  un po’ tutti i mammiferi.

Quando avviene questa separazione, in un modo o nell’altro, noi abbiamo perdite di fede, per farne crescere un’altra dentro di noi , che è la fede in un’idea, nel gruppo , nella bandiera, la fede in un modo di vestire , la fede in una ideologia. Le ideologie più aberranti sono state quelle dove abbiamo avuto le figure forti paternali : il fhurer era un padre per il suo popolo ; per questo ha attecchito in quella forma.
Tutte le dittature trovano uomini e donne  come ” padri e madri”….. Siamo disposti ad accettare qualunque cosa ma anche chiediamo qualsiasi cosa. Allora, la perdita di questa fede che ci fa attaccare a queste altre fedi che costruiamo dentro di noi…
I genitori; i nostri Dei. Ci separiamo, quando è il tempo di separarcene ed è come se perdessimo quel riconoscimento, quella qualità, quella sostanza. Un figlio allontanato dalla madre non la saprà riconoscere , anche se è sua madre; se non la vede, non la sente, non l’annusa , non la mangia, non potrà mai riconoscerla ; vivrà eternamente questo vuoto.
Allora, questa separazione , ci fa , un po’ alla volta, perdere la fede, cioè quella fiducia che c’è , che esiste.

E noi, nel cercare Dio, in realtà non stiamo cercando Dio : stiamo cercando la nostra fede. Perché Lui c’è, c’è sempre stato e sempre ci sarà.

E’ come se dovessimo mettere alla prova la nostra capacità di vederlo, la nostra capacità di sentirlo, la nostra capacità di averlo dentro , la nostra capacità di abbracciarlo, la nostra capacità di nutrircene . Lui è là, anzi; più che là, Lui è qui.
Perché tua Madre è dove sei tu!
In un campo energetico il figlio piccolo e la madre sono un solo uovo , anche se sono separati: ci sono due corpi fisici ma, energeticamente, fino ai cinque anni, il bambino è un tutt’uno con la madre . Come accade in certe coppie , che sono proprio lo stesso uovo ; c’è proprio una simbiosi… quelle coppie che si somigliano anche fisicamente e che stanno così bene insieme, perché è una monade, non è una coppia uno più uno ma è una monade. E si somigliano.

Allora è come se noi dovessimo cercare la nostra fede ; andarci a cercare , ritrovarci…
Noi, in questa ricerca di Dio , altro non stiamo che cercando noi stessi.
E più noi ricerchiamo noi stessi, più Dio è presente in noi.

Per questo la ricerca personale non è mai disgiunta da una ricerca spirituale . Un grande pensatore italiano , che era Tiziano Terzani, era un laico : aveva fatica ad usare la parola Dio , però era intriso di spiritualità. Non a caso , la ricerca di sé ha portato ad una chiave che lui non chiamava spirituale, ma lo era. Se noi leggiamo i suoi libri noi non possiamo non vedere questo aspetto spirituale.
 La ricerca di sé contiene in sé lo spirito del Sé.

La ricerca personale, la via di crescita, di consapevolezza, è uno scoprirsi, quindi acquisire una fede in ciò che tu sei; automaticamente non puoi non prescindere dal ritrovare Dio in te. Poi, se ti vergogni di chiamarlo Dio , allora devi crescere ancora un po’.
Perché , magari lo chiami la Fonte, la Sorgente …
Ma di che cosa abbiamo vergogna? Di ciò che noi siamo?
No! Io sono questo. Tu sei questo. Di cosa mi devo vergognare? Che ho in cornice i miei antenati?
E’ così che ci vergogniamo anche degli zingari, o degli albanesi o dei kosovari . E’ così che ci vergogniamo a volte di noi stessi o della nostra povertà o di un difetto fisico, perché ci vergogniamo di Dio.

Darshana degli Elohim-  insegnamenti dai corsi di meditazione 2012

By |2017-10-06T17:23:00+00:00Marzo 13th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

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