Sincronicità e tempo interiore by Darshanaji

Il termine sincronicità, molto in voga anche nella New Age, viene usato intorno al 1950 per la prima volta dallo psicanalista C.G. Jung, spessissimo però lungo la via spirituale, la via energetica, la parola sincronicità è divenuta sinonimo di magia divina, di incontro divino, di qualcosa che accade simultaneamente e quindi sta a significare un incontro con la divinità.

La sincronicità in realtà, possiamo definirla anche una “coincidenza” cioè qualcosa che accade similarmente oppure accade contemporaneamente per una simbologia simile, quando, ad esempio, stai pensando ad una persona e squilla il telefono e quella persona ti sta chiamando o ti ha appena inviato un messaggio sul cellulare, questo è un esempio un po’ banale, semplice, ma il fenomeno della coincidenza è proprio estraneo alla mente umana perché l’individuo non riesce a darsene pienamente ragione e, in qualche modo, lo affida genericamente ad un disegno del destino, in realtà il destino, il fato, il volere del divino è più un’idea legata ai popoli occidentali antichi. In Oriente il fenomeno della coincidenza o della sincronicità viene spiegato in base alle Leggi karmiche. Dopo la cristianità, questi fenomeni a volte anche molto vistosi venivano considerati come messaggi del volere divino. Le sincronicità e le coincidenze accadono allora per volere divino? Accadono perché c’è come una sorta di magia, una sorta di fatalità che le fa accadere? Io so che sono sicuramente legati a fenomeni della coscienza. La persona che è più cosciente, che ha maggiore consapevolezza degli accadimenti presta più attenzione al fenomeno della coincidenza, lo considera come un segnale, come un messaggio; le persone meno consapevoli molto spesso non ci fanno neanche caso oppure non ravvisano nella coincidenza un insegnamento, una possibilità del destino che dà come una conferma su qualcosa che ti riguarda da vicino.

Sicuramente una coscienza più matura, con una maggiore consapevolezza presta più attenzione infatti, per ottenere i risultati migliori da questi fenomeni, vere e proprie tracce che il nostro inconscio o destino ci riserva, è proprio quello di cominciare a pensare in modo diverso dalla massa, cioè la maggioranza delle persone non ci presta attenzione ma voi che fate un cammino di consapevolezza di crescita dovreste poterci prestare attenzione, perché sono dei segni, sono dei messaggi, bisogna imparare a pensare diversamente, dimenticare un po’ i luoghi comuni per imparare qualcosa di nuovo, imparare soprattutto a pensare in maniera diversa, bisogna muoversi verso la conoscenza di nuove strade, è fondamentale nel proprio cammino sperimentare, curiosare, conoscere ma anche prestare attenzione in maniera diversa, non essere superficiali.

Il fenomeno della sincronicità, della coincidenza è legata ad una buona sintonia con le Leggi Universali, anzi più sei in sintonia più la sincronicità accade, e poi non è più una magia cioè tu non la vedi più come quella casualità magica che ti fa anche meravigliare, ma diviene quasi la prassi quotidiana, quando tutte le cose si incastrano perfettamente senza che tu faccia niente di particolare. perché la sintonia con le Leggi Morali, con le Leggi Universali proprio grazie ad un percorso di conoscenza, ad un cammino spirituale, ad una via di consapevolezza, diviene sempre più armonico.

Questa sintonia con le Leggi Universali diventa sempre più armonica e in equilibrio, tutto accade con un perfetto incastro: non puoi partecipare a quel seminario perché hai un impegno di lavoro a cui non puoi rinunciare? Ti telefonano e ti dicono che per quella giornata l’ufficio è chiuso perché ci sono degli improvvisi lavori di ristrutturazione e guarda caso tu sei libero per fare il seminario e quindi in quel caso quella coincidenza è una strada spianata perché evidentemente quella giornata doveva essere dedicata a te, cioè la Legge Universale, la Legge Morale, la Legge Divina ti dona una possibilità, però sta a te riconoscerla, sta a te ringraziare, sta a te farne un vero e proprio bagaglio di conoscenza. C’è una piccola modalità, che a me è sempre piaciuto attuare, avere vari quadernini di appunti, perché il percorso spirituale è un percorso di conoscenza ma è anche un percorso di studio: come ti puoi accorgere se stai procedendo per il meglio?

Forse quando guardandoti indietro o leggendo alcuni tuoi vecchi appunti, i sogni che hai trascritto, determinati avvenimenti, scopri nel tempo che tutto è legato da un filo rosso che non è solo il destino, il fato dell’antichità che sopraffà l’uomo ma è il destino che tu crei con le tue singole azioni proprio perché le hai davanti come uno scenario. Uno degli Insegnamenti della Forma di Guarigione Olografica che reco nel mondo, è: “Tutti i multiversi sono sincronici con la Creazione” quindi la sincronicità è qualcosa che fa parte del messaggio della Luce proprio perché la Luce è istantanea e illumina tutte le cose istantaneamente, sincronicamente.  Semplicemente scrivetevi tutte le coincidenze che potete avere, che vi risultano tali, scriverle a mo’ di piccolo diario personale, scrivete tutto, anche la data di quando è accaduto e anche un breve appunto, ogni volta prendete il vostro piccolo diario e ve le segnate (data, evento, che cosa è accaduto, ecc.); dopo un po’, 2 o 3 mesi vi accorgete che queste coincidenze diventano cicliche, quindi cominciate a capire che non sono solo una casualità ma potrebbero quasi divenire causali e qui ci riallacciamo al concetto orientale della nota karmica, come io la chiamo, cioè quello che riguarda la causalità degli accadimenti nella tua vita che si ripetono o che appunto divengono continue coincidenze, continue ripetizioni perché sono un insegnamento.

Tutti i fenomeni extra ordinari, fra cui proprio l’intuizione premonitiva, il messaggio che arriva come intuizione, come veggenza, che tutti possono avere, passa attraverso i fenomeni sincronici, attraverso il fenomeno della coincidenza, della sincronicità perché è il messaggio dei tuoi più alti Sé, cioè di quella tua parte divina che tutto sa, che tutto conosce, che già sa, che già vede, perché lo vede dal punto più alto.

E allora ecco che se tu annoti giorno dopo giorno, mese dopo mese, dopo un po’ vedi che c’è una ciclicità che si ripete, scoprirai che ci sono molti eventi paralleli che tu puoi osservare e che sono veramente dei grandi insegnamenti, è l’esperienza personale, e gli eventi paralleli si sono verificati nello stesso mese dell’anno e più o meno negli stessi giorni benché si siano verificati a distanza di uno o due anni o anche a distanza di molti anni e allora quegli eventi paralleli dovevano essere sicuramente un avviso, una raccomandata dell’Universo che non sei mai andato a ritirare alle poste del cielo, e che quindi è ritornata indietro, ma poi te la rimandano, te la rimandano continuamente. Se tu ne prendi nota negli anni puoi vedere che questi eventi paralleli sono sorprendentemente delle coincidenze con dei risultati incredibili e molti dei risultati che tu hai ottenuto sono proprio dovuti a queste coincidenze, che non sono poi soltanto aspetti del tuo cammino individuale ma anche di quello delle persone accanto a te, perché riguardano appunto, persone, luoghi, situazioni quindi entri in sincronicità con eventi che riguardano te ma anche altre persone e situazioni con le quali sei entrato in contatto. Questo aspetto evolutivo è molto più ampio di quanto tu possa immaginare e io credo che sia davvero una grande meraviglia!

Una maggiore consapevolezza porta ad uno sviluppo maggiore dell’attenzione verso questi fenomeni quindi uno sviluppo anche del terzo occhio, della capacità intuitiva, bisogna dire che gli antichi (Aristotele, Platone) già avevano compreso questo anzi, Aristotele diceva che niente accade a caso quindi ecco che non c’è una casualità degli eventi, tutto accade perché c’è una ragione sempre, per Aristotele era un assunto, ogni esperienza della tua vita è progettata da una Forza più grande di te, la vuoi chiamare destino o fato o legge karmica oppure messaggio divino ma secondo Aristotele questa Forza è l’energia del Cosmo ed è stata progettata esattamente per ciascuno per formarti, per aiutarti a conoscere poiché c’è la necessità di evolversi in forme sempre più evolute, sempre più alte, sempre più potenti cioè acquisire sempre maggiori potenziali.

Pensate, se noi vivessimo proprio nell’affidamento più totale, la sincronicità sarebbe una regola quotidiana che accadrebbe continuamente generando il fare senza nulla fare, un altro dei più grandi assunti della filosofia Zen.

Darshanaji- tratto da Incontri di riflessione meditativa in Omnia-Accademia del Risveglio

Pensare positivo, ma anche agire by Darshanaji

Spessissimo ricevo domande sul senso del pensiero positivo, sulla sua validità, come mai il lavoro delle affermazioni non porta verso dei risultati concreti come ci si aspetterebbe, se è opportuno anche affiancare il lavoro delle affermazioni positive al lavoro energetico, se è una qualità meditativa importante: vediamo di affrontare da vicino che cos’è realmente il pensiero positivo e da dove trae origine.

Un mio motto è : la mente non può guarire la mente!

Allora se il pensiero è espressione della mente, nelle sue tre parti di mente inconscia, subconscia e mente conscia, quindi frutto di questo insieme, sicuramente possiamo affermare che il pensiero non può guarire la mente perché il pensiero è il frutto della mente. Possiamo guidare il pensiero, focalizzarlo, possiamo neutralizzarlo, renderlo inerte, possiamo modificarlo, con il pensiero possiamo attuare delle strategie, ma non si può pensare che il pensiero in sé o la giaculatoria di un pensiero ripetuto come un mantra, uno, sette, quattordici, ventuno volte, possa determinare un reale cambiamento nella qualità neurobiologica delle nostre strutture cerebrali, per molti motivi di natura non solo analitica, psicologica ma anche di neuroscienza, ripeto la mente non può guarire la mente!

Uno stato di non mente, cioè di assenza di pensiero, può neutralizzare i pensieri invalidanti, i pensieri cosiddetti negativi, tenendo a bada il rilascio emotivo che essi comportano.
Rispetto all’uso di tecniche di affermazioni bisogna fare un distinguo tra Pensiero positivo e Psicologia Positiva. Il grande movimento del pensiero positivo nasce negli anni ’90 come una sorta di scuola di pensiero che sostiene che sia possibile creare uno stato di positività con i propri pensieri, con affermazioni ripetute, per “riprogrammare” la mente inconscia oppure riuscire almeno a migliorare il proprio stato di benessere psicofisico.

Questo movimento in realtà è molto legato alla cultura della New Age, della Nuova Era, sua grande esponente è Louise Hay una ricercatrice americana che ne ha fatto li suo cavallo di battaglia. Il pensiero positivo nasce appunto sulla scia della Psicologia Positiva, come un pass part tout per liberarsi dalle strutture della mente inconscia, davvero un proposito molto grande.
Che cos’è invece la Psicologia Positiva? È una prospettiva teorica ed applicativa della Psicologia tout court, viene applicata per generare uno stato di benessere personale che è alla base della nostra vita, una grande scuola nell’ambito delle scienze psicologiche sempre negli anni ’90. Il precursore, che ne fa una metodologia concreta, studiata e applicata è Martin E. P. Seligman, il quale alla fine degli anni ’70 parla specificamente della cosiddetta “impotenza appresa”2: un termine che si riferisce “all’abitudine di interpretare sempre in maniera negativa ciò che succede”.

Questi studi portano proprio ad affermare che la mente umana in realtà pensa sempre “negativo” al punto che la nostra mente non pensa di essere abbastanza capace, noi pensiamo di non essere abbastanza capaci di affrontare la maggior parte delle cose che accadono nella nostra vita e quindi spessissimo neanche ci cimentiamo per affrontarle. Questa modalità si lega in particolare ad una sorta di pessimismo verso la vita che possono avere tutte quelle persone che attribuiscono i propri fallimenti soprattutto a sé stessi, alle proprie incapacità e quindi incappano spessissimo in atteggiamenti depressivi o quanto meno di sfiducia o di “pessimismo cosmico”, chiamiamolo così.

Quindi la Psicologia Positiva è sostanzialmente differente dal movimento del pensiero positivo, anche se esso in qualche modo si rifà alla Psicologia Positiva. La differenza sta nella modalità di risoluzione offerta: mentre la Psicologia Positiva fornisce delle azioni per risolvere il pensiero negativo, il movimento del pensiero positivo invece dà dei pensieri, delle affermazioni, che si dovrebbero ripetere per direzionare la mente. Questi pensieri però anche se ripetuti come giaculatoria, raramente provocano un minimo di cambiamento, sono in realtà delle autosuggestioni, quindi una sorta di mantra ipnotici che creano un’autosuggestione, non vanno realmente a portare un cambiamento concreto perché non contengono azioni; anche la visualizzazione attraverso il ripetere l’affermazione non è la stessa cosa che compiere l’azione, è l’azione che determina nel “fare del corpo” il vero cambiamento.
Quindi io direi che è proprio una grande leggenda della New Age dire che basta pensare positivo per realizzare i propri sogni e quindi entrare nel grande mondo del successo!
Gli schemi mentali negativi fanno parte della nostra mente, bisogna prendere consapevolezza del fatto che il pensiero non è altro che un prodotto fisiologico della nostra attività cerebrale.
Allora quand’è che ci possiamo liberare dal pensiero pesante, negativo, riduttivo? Quando smettiamo di identificarci con esso! Per neutralizzarlo bisogna affrontare un vero e proprio processo psicologico che comporta delle azioni, una forma di consapevolezza che segua un percorso, un cammino, che è fatto anche di azioni concrete e consapevoli , non solo di ripetizioni di affermazioni seppure belle e autosuggestive”

Darshanaji- da Lezioni in Omnia-Accademia del Risveglio

nella foto : AUGUSTE RODIN, IL PENSATORE, STATUA MONUMENTALE, 1903 GESSO,   PARIGI, MUSÉE RODIN

Chi è il nemico dell’umano terrestre? by Darshanaji

Chi è il nemico dell’Umano Terrestre

Il titolo di questo nostro incontro è appunto chi è il nemico dell’Umano Terrestre e dov’è questo nemico? Innanzitutto bisogna dire che il vero nemico è dentro di noi, poiché il concetto di nemico è appunto un concetto, è qualcosa che noi definiamo come categoria quindi può essere percepito su piani e su livelli differenti. Nell’invitarvi a questo incontro vi ho chiesto di riflettere un po’ prima di incontrarci su alcune domande interiori, in particolare su: chi è il tuo nemico, quello che tu consideri essere il tuo nemico; che cos’è per te il concetto di nemico; e poi se hai un nemico attualmente, qual è il tuo peggior nemico, quello che senti come tale attualmente. Aprire ad una riflessione un po’ più ampia che secondo me potrà maturare in te nei prossimi giorni su quanti nemici hai avuto sia fisicamente che psicologicamente e può darsi che scoprirai degli aspetti interessanti.

Nella foto :Gioacchino Assereto, Martirio di san Bartolomeo (1630-1635 circa; olio su tela, 120 x 170)

Innanzitutto, diciamo subito che la parola “nemico” esclude il suo opposto cioè “amico”: ti è nemico colui che non è amico infatti in latino “inimicus” è colui che non è amico, quindi già stiamo separando, già stiamo creando la struttura, una categoria: ciò che mi è amico e ciò che mi è nemico. In genere il nemico è inteso come colui che può attentare alla tua quotidianità, alla tua serenità. Il nemico ad esempio è quello che tu hai quando c’è una guerra e si combatte: di qua ci sono i buoni e di là ci sono i cattivi, i nemici. Di qua ci sono le intenzioni giuste, le intenzioni sante, o per lo meno presunte tali, e di là ci sono i cattivi, coloro che devono essere annientati perché stanno attentando al concetto stesso di comunità, di collettività.

Bene, il nemico è dunque un individuo o un gruppo o un popolo che viene percepito come fortemente avverso, come qualcosa che può minacciare la tua tranquillità, la stabilità di una nazione, di un popolo o di un gruppo di persone. In questo momento planetario abbiamo un “nemico” che viene considerato tale e che è il virus della pandemia, che ci sta, in qualche modo, mettendo alla prova, le immagini e anche le parole che vengono usate per descrivere la lotta con questo virus sono immagini di guerra. Quante volte abbiamo sentito dire “è una guerra, dobbiamo combatterlo” ed è la lotta tra il bene e il male: il virus è il male e noi siamo colpiti e questa volta il male è enorme perché prende tutto il Pianeta insieme, la pandemia, dunque non c’è popolo su questo Pianeta che non sia in lotta con il “nemico”. Effettivamente è una grande imponente lotta, la più imponente lotta che la storia umana ricordi dopo quelle due/tre grandi lotte che ha dovuto affrontare nei millenni (dalla peste, all’influenza Spagnola, le Guerre Mondiali, l’Olocausto, gli Olocausti), cioè una delle lotte più terribili che sembrano essere state intraprese e quindi la terminologia militare si usa proprio in maniera rilevante! C’è un aspetto da considerare e cioè che questo “nemico” non è conosciuto. Parto da questo antefatto per poi arrivare a certa modalità di diffusione non solo delle notizie ma anche di che cosa sta accadendo realmente a noi e a questo Pianeta in quello che viene considerato comunque un passaggio dimensionale.

Se stiamo vivendo una transizione qual è il senso di questo nemico?

Dicevamo che è un nemico sconosciuto, conoscevamo più o meno come si comportavano certi suoi cugini virus ma di fatto ci sta sorprendendo di giorno in giorno.

Questo termine: nemico abbiamo visto che serve sempre di più come funzione sociale, cioè per giustificare determinate azioni sia politiche, sia sociali che economiche. Per dare valore anche ad azioni nobilissime e necessarie che vengono attuate si cerca comunque di utilizzare questo termine come funzione sociale per designare un’entità non meglio conosciuta, quindi rimane ancora più incombente perché può aggredirti da un momento all’altro, in una possibile mancanza di attenzione questo nemico può aggredirti e la tua risposta immunitaria cioè la risposta che tu, come corpo hai, ha una grande difficoltà perché è un nemico al quale non eravamo preparati. In qualche modo,la funzione sociale che ha questo nemico ci provoca un’intensa risposta emotiva perché ci troviamo di fronte ad un’entità che non vediamo come una parte del tutto, come qualcosa che esiste nel Pianeta, ma la vediamo invece come vera inimicizia, come qualcosa cioè che può mettere a repentaglio la maggioranza della vita umana su questo Pianeta, quindi il Pianeta stesso. Di fatto così non è, perché è solo un piccolo anello di una catena che si è spezzata purtroppo proprio per irresponsabilità umana,dato che questo virus è arrivato a noi attraverso un salto di specie, quindi non era destinato a noi direttamente, conviveva già da centinaia e centinaia di anni con alcune specie animali. Nel momento in cui gli esseri umani hanno travalicato la soglia quindi hanno invaso il territorio tra le specie, hanno generato un salto di specie, mangiando carni non adatte o comunque vivendo un particolare stile di vita parossistico, caotico, inquietante, ai limiti della oscenità della nutrizione umana. E’ avvenuto il salto di specie poichè l’uomo ha invaso il territorio, ha abusato delle altre specie. In questo caso, poiché in termini di teatri di guerra si parla di buoni e di cattivi (c’è chi invade un territorio e noi dobbiamo difenderlo) io porrei una domanda: dove sono i buoni e dove sono i cattivi? È una domanda che contiene concetti forti che possono anche disturbare perché è difficile pensare che noi esseri umani possiamo essere stati cattivi rispetto invece ai miliardi di esseri senzienti su questo Pianeta che sono stati da noi sistematicamente torturati, invasi, odiati, uccisi, assaltati, per usare alcuni termini sempre legati a teatri di guerra.

Nella foto manifesto xenofobo

La qualità emozionale della comunicazione

Ecco allora questa lotta che viene passata come una oscura minaccia genera una intensa riposta emotiva, esplode la rabbia, esplode l’odio, esplode la frustrazione. Avrete notato come gli scenari politici in Europa, in Italia e anche oltre Europa e in Oriente, siano stati molto turbolenti negli ultimi mesi, quasi di pari passo a questa enorme frustrazione che stavamo vivendo come umanità di fronte al nemico invisibile e alla difficoltà di poterlo sconfiggere, quella frustrazione che nasce ogni qualvolta ci troviamo di fronte a qualche cosa a cui non possiamo dare un nome, a cui non possiamo dare una fisicità, quel nemico che non possiamo guardare negli occhi: esplode la paura, esplode la sfiducia, esplode il rancore. Tutto questo diviene allora tutto questo un vero e proprio concetto politico perché stiamo catalogando questo nemico come odio, come battaglia, come guerra, tutto viene preso e masticato come concetto politico, cambia proprio la questione ed ecco che esplodono in rete gli estremisti, gli omologati, gli opposti, i continui opposti, le alleanze, i nemici, onde di pensiero partigiano, che si ritrovano in rete sotto forma di chat, sotto forma di messaggi seriali che ci invadono! Ci arrivano notizie di tutti i tipi, ci troviamo anche di fronte ad un’informazione che parossisticamente viaggia esattamente come le nostre forme emotive, anche i media sono emotivi, anzi i media sono molto emotivi e sprigionano emozioni perché hanno al loro interno la qualità emozionale della comunicazione; i media non possono non essere emozionali per questo sanno muoverci attraverso precise parole, precise forme di linguaggio ma attenzione queste stesse parole forti, queste stesse emozioni associate a buoni e cattivi sono anche usate nelle varie corporazioni delle chat Facebook, della chat Instagram, della chat WhatsApp, delle chat Telegram o di tutte le chat che volete o anche nel nostro parlare quotidiano! Quante volte incontrando un amico o un’amica il discorso non finisce su questo argomento e poi viene sempre portato verso il concetto politico perché così è direzionata la questione. La questione non è mai stata affrontata né emotivamente, né culturalmente in una maniera più ampia, più “allargata” a ciò che è stato l’uomo fino ad oggi. Forse da questo momento in poi, nascono nuove possibilità di vederci come umanità: come ci vediamo, come vogliamo ritrovarci? Quando sentiamo dire: “tutto sarà come prima” oppure “niente più sarà come prima!” sono le ennesime categorie mentali! Certo che tutto torna come prima, basta vedere un fine settimana di sole per vedere che tutti hanno voglia di tornare ad essere come prima, come se tutto questo non fosse mai accaduto! Invece tutto questo accade e accade, non per farci vivere una opposizione, non per farci vivere una bellicosità, una militarizzazione del linguaggio, ma per mostrarci che poiché viviamo in una società democratica, educata, non riusciamo a tollerare le regole imposte, non riusciamo a tollerare la possibilità che siamo costretti a stare isolati, lontani o chiusi in casa. È una società ormai educata più o meno democraticamente da molti anni ed è inverosimile che possiamo interiormente accettare delle regole che ci costringono a determinati comportamenti. Quanta intolleranza nasce dalla rabbia, dall’odio, dalla frustrazione, dalla paura, generate dalle parole della politica, dalle parole dei media, dalle parole che sono state usate e che hanno in qualche modo militarizzato questo virus o meglio ancora la lotta al nemico invisibile!

Ma questa lotta io sento che nasce come un emblema, che nasce come una grande metafora del cambiamento epocale che tutta l’Umanità Terrestre sta attraversando.

Se vediamo tutto questo in una logica di macrocosmo possiamo dire che è una lotta ed è un passaggio, è una metafora di tutta l’Umanità Terrestre ma se vediamo gli stessi concetti nel micro cosmo questa lotta è anche di ciascuno di noi, questo passaggio ci appartiene, questa metafora ci appartiene individualmente. Per questo le domande iniziali che vi ho posto come gruppo di ascolto sono state: chi è il tuo nemico peggiore? Magari qualcuno risponderà “è la noia” “è la paura di incontrare l’altro” “il mio nemico peggiore è la pigrizia”. E cosa risponderesti alla domanda: hai avuto un nemico fisico, reale, concreto, c’è qualcuno con cui hai dovuto fare una lotta per dei diritti ad esempio? In quale contesto hai avuto un nemico o dei nemici, sia nella tua vita quotidiana sia psicologicamente, quante volte hai avuto un nemico psicologico?

Bene, queste domande le ho poste proprio per portarvi a riflettere su voi stessi, individualmente parlando, e può darsi che scoprite che il macrocosmo si comporta in assonanza e tu ti comporti in risonanza. Ricorda che ogni qualvolta si definisce un nemico, tu stai lottando! In un concetto olografico, in un concetto di particella che risponde ad un’altra particella, chiunque additi ad un nemico, chiunque indichi un nemico sta generando in te una lotta, un conflitto; e altrettanto tu, quando indichi un nemico stai originando fuori di te un conflitto, una lotta perché c’è sempre una parte contro un’altra parte, è l’eterna lotta fra il bene e il male, sicuramente avete già pensato a questo attraverso le mie parole.

Spesso, anche se non viene usata la parola nemico, vengono usati dei termini peggiorativi che sono dei sostituti della parola nemico e vengono utilizzati in tantissimi contesti. Se io dico: “è una pessima persona” è un concetto peggiorativo, automaticamente questa è una persona dalla quale tu vuoi scappare, fuggire, non ci vuoi avere niente a che fare e allora è un nemico e tu automaticamente ti poni dall’altro lato della barricata, di qua ci sei tu e di là c’è la pessima persona. Immagina se tutto questo tu lo porti verso un particolare gruppo di persone, verso un contesto locale di paese, di città, di quartiere, o verso un contesto sociale particolare…è così che nascono gruppi di persone, gruppi di propaganda, gruppi che designano steccati proprio perché non riescono ad andare oltre l’identificare l’altro come nemico e non come qualcuno che ha i tuoi stessi diritti, che ha magari le tue stesse paure, le tue stesse esigenze, le tue stesse necessità. È chiaro, è difficile non pensare ad un nemico se questo imbraccia un fucile, una pistola, un kalashnikov ma dimmi, puoi sempre rispondere con la violenza alla violenza? Porta nel tuo microcosmo questa domanda: posso mai rispondere con il conflitto al conflitto?

Allora non possiamo stupirci se ci sono governi che parlano di minaccia o ci sono persone che parlano in termini di minaccia o usano termini minacciosi per il bene pubblico, per il bene della collettività, per il bene dei diritti non dati; non ci possiamo meravigliare che in nome di un’identificazione ci sono governi, popoli, persone, capi che indicano, che designano, a seconda delle circostanze, persone, gruppi, interi popoli come nemici. Osserva: oggi non c’è la possibilità di fare un cammino evolutivo se non guardiamo all’uomo come il peggior nemico di sé stesso. Ecco, ho risposto alla domanda: “dov’è il peggior nemico dell’Umano Terrestre?” E’ nell’uomo, nell’uomo stesso! È nell’uomo stesso quando utilizza il concetto di bene e di male per demonizzare, ho usato volutamente una parola anche questa molto impegnativa. La demonizzazione è una parola che nasce perché esiste un male denominato in un certo modo e in che cosa consiste? È la caratterizzazione di un individuo o di un gruppo o di un popolo come qualcosa di malefico, di cattivo. Senza fare nomi, senza dirvi quali, negli ultimi anni quante volte abbiamo identificato alcuni popoli del Medio Oriente demonizzandoli! Se è vero come è vero che hanno usato, diciamo così, delle maniere forti, dobbiamo anche valutare quanto l’Occidente ha nutrito in termini di denaro o di forniture militari, esattamente quei gruppi, quei popoli, quelle persone che poi sono stati demonizzati e allora, ancora una volta, dove è la soglia? Porta la domanda a te: dov’è la soglia che io travalico? Dov’è che cerco continuamente il male da sconfiggere? La malattia? La paura della morte? Le emozioni non evolute? Non sono solo concetti, osservati nel tuo quotidiano, osservati come ad esempio fai propaganda, la propaganda per l’alimentazione vegana, la propaganda per l’alimentazione vegetariana; la propaganda posso bere il caffè, non posso bere il caffè; la propaganda questo è utile, quello non è utile. Abbiamo la necessità in ogni momento di dire quello che ci piace e quello che non ci piace, proprio così, sì nel senso “a me piace questo”: “a me piace vestirmi sempre di rosso” e l’altro “no a me piace il blu” e l’altro “no io preferisco il nero”…Perfetto, della scelta di che cosa ti piace e non ti piace stai facendo propaganda! Cosa voglio dire? Che in un processo evolutivo come fai a parlare di Risveglio se poi la tua vita è fatta continuamente di piacere e non piacere? Vedi, il vero risvegliato non sceglie perché non ha necessità di scegliere! Certo, ha necessità di avere una comodità ma non ha necessità di scegliere!

Ecco che potrei dire, in maniera provocatoria, che tu mi ascolti o meno, non è una mia necessità. Che tu ascolti me o in me il Maestro non è una necessità del Maestro. E’ invece premura del Maestro nel momento in cui invita ad un sat sang a rispettare l’invito perché si rende conto che dall’altra parte ci sono persone che hanno voluto accogliere l’invito e allora si farà in quattro per nutrire la loro consapevolezza. Non è una necessità del Maestro nutrire l’altro, nutrire l’ascoltatore e non è neppure un obbligo e non è neppure una scelta. E’ un fare, quel fare si pone in essere, quel fare accade.

Fenomeni impersonali

Ci sono poi dei fenomeni impersonali che non sono precipuamente politici, economici, sociali. Sono fenomeni impersonali quelli che potremmo chiamare gli effetti indesiderati della nostra vita quotidiana e sono ad esempio la malattia, gli incidenti sul lavoro… cammini per strada, inciampi e cadi e ti fratturi una caviglia, è un effetto collaterale o è un effetto indesiderato? Vedete come vi parlo di terminologie che sentiamo molto negli ultimi giorni. L’ effetto indesiderato è qualcosa che accade ma che tu non prevedevi potesse accadere. Cammino per strada, ho sempre camminato per quella strada, c’è un sasso, non lo vedo, inciampo e cado e mi fratturo la caviglia quindi è un effetto indesiderato di quella passeggiata, non è necessariamente riconducibile ad un nemico reale perché non possiamo pensare che qualcuno ha messo lì quella pietra nella quale siamo inciampati, piuttosto invece è stata una nostra distrazione. L’effetto collaterale invece è che se piove ti bagni se non hai l’ombrello, cioè era prevedibile che tu ti bagnassi ma non hai portato l’ombrello, per cui piove e ti bagni! In termini energetici, l’effetto collaterale è, come direbbe il proverbio: “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino!” se tu agisci sempre le stesse modalità non ti puoi aspettare una risposta diversa, avrai sempre degli effetti collaterali: se vivi rabbia, se vivi risentimento, se vivi gelosia, se vivi certe storture della comunicazione, se preferisci certe parole piuttosto che altre, se ti accorgi che hai invidia, se vivi la sfiducia, se non fai altro che parlare male del tuo Governo, se vedi gli opposti continuamente, se separi, se fai le categoria A, le categorie B, le categorie C poi non puoi meravigliarti di avere effetti collaterali, non puoi non averli, non so se è chiaro il concetto, sono fenomeni impersonali, e perdonate se sembra così fredda questa terminologia; parlando poi della malattia, la malattia è un effetto collaterale: se tu sai che fumando tantissimo puoi avere dei problemi polmonari, questi sono un effetto collaterale del fumo. Non puoi prevedere invece, pur avendo una qualità di vita abbastanza ottimale, l’ effetto indesiderato di una malattia che ti arriva tra capo e collo, anche se a livello genetico, il 30% delle malattie che colpiscono gli esseri umani terrestri è appunto di natura genetica, esiste la genetica non può esistere solo la somatizzazione, essa è solo una parte, come lo stile di vita, è solo una parte! In fieri, cioè come possibilità, abbiamo che il 27/30% la genetica del nostro albero familiare incide sulle malattie che colpiscono il genere umano terrestre e dunque possiamo considerare la malattia un nemico? No, perché allora dovremmo considerare nemica tutta la nostra genealogia, non solo quella familiare (padre, madre, nonni, zii) ma tutta la genealogia del popolo italiano, perché i Romani – che sono l’antefatto dell’attuale genealogia, oltre che ad essere conquistatori ed aver portato verso il popolo italico numerose malattie acquisite in Oriente e divenute endemiche – avevano determinate malattie, i Greci ne avevano delle altre e i popoli del Nord Africa ne avevano delle altre ancora, in Oriente ce ne sono altre ancora. Gli Aborigeni o i popoli dell’Amazzonia non conoscevano le malattie che sono state portate dall’Occidente, non conoscevano l’influenza, se pensate che il COVID è arrivato fino in Amazzonia! E non certo per via aerea, è arrivato attraverso la contaminazione tra popoli.

Quindi non possiamo considerare la malattia solo come effetto indesiderato ma è anche un effetto collaterale della nostra genetica, possiamo però non replicare a livello energetico certe qualità della nostra genetica (quel 27/30%) con uno stile possibilmente differente, possiamo in qualche modo arginarlo.

Se in una particolare famiglia il demone della malvagità, il demone della rabbia si è perpetrato per generazioni ditemi se gli effetti collaterali di determinate malattie genetiche non si possono ripetere, si ripeteranno eccome, eccome, eccome, come bubboni, come cancri, come mitologia.

La mitologia della malattia

Sì, ci sono aspetti della malattia che sono mitologici come dei, come dio, come dea, come giorno e notte, sono caratteri che l’essere umano terrestre ha acquisito, come tali non sono nemici dell’uomo ma sono indicatori del cambiamento che l’essere umano terrestre deve fare. La divinità bene, la divinità male è mitologica, non è reale, non è neppure un ologramma perché vedete l’ologramma della Luce è puro! Nei miei Insegnamenti quando parlo della Luce nella Luce io parlo di una Purezza e non può contenere cianografiche che ripetono continuamente i contorni del nostro corpo fisico con tutti gli annessi e i connessi del corpo emozionale, del keterico, del mentale, dell’eterico! Se poi pensate che certe religioni considerano anche un dio monoteista come nemico allora vedete che entriamo veramente in quella categoria di bene e male come mitologia, essa contiene gli archetipi ma non è detto che siano reali, che siano concreti, e che possano essere riconducibili anche allo spirito di una umanità risvegliata!

Per questo allora l’idea di un dio punitivo genera la malattia che punisce, è una mitologia, e allora il virus punisce perché è una mitologia; certo esiste, è là, non possiamo dire che le malattie non esistano ma esiste anche l’uomo che le ha generate nella sua mitologia, nei suoi archetipi. Quelle malattie esistono anche nel mondo animale e anche nel mondo vegetale dunque esistono come archetipo di questo Pianeta che vive le sue tre dimensioni – 1^, 2^ e 3^- come processo evolutivo e non come immanenza! Allora cambiamo i termini, cambiamo gli “inimicus” con l’amico, cambiamo il nemico con l’amico, cioè il concetto stesso di ciò che non è amico, dobbiamo osservare che sono solo le nostre emozioni di avversità, di ostilità, che generano nemici, quelle sì sono connaturate al primordiale dell’uomo e che rimangono in noi come mitologia!

L’uomo esiste come bontà, come Luce, così come esistono le piante come bontà: una pianta non ti offenderebbe mai, magari si prende il suo spazio se tu lasci un palazzo vuoto, in disuso, ben presto le piante lo copriranno completamente ma non lo fanno per avversità, non lo fanno per ostacolarti, lo fanno perché trovano un territorio libero, mentre noi al contrario invadiamo e abbattiamo intere foreste per costruirci i nostri loculi, quotidianamente! E allora vediamo che i sentimenti di avversione, di ostilità, sono quelli che danneggiano, che fanno del male e talvolta ci riescono in maniera irreversibile, come sta purtroppo avvenendo in molta parte del nostro Pianeta!

Nel crogiuolo alchemico, uscendo dall’ancestrale

Scindiamo, la scissione ci deve essere, la separazione, ma non è la separazione degli opposti: di qua il bene, di là il male, ma neanche la fusione degli opposti come diversità in bilico. Il senso di scindere è in maniera chimica, è il crogiuolo alchemico, scindiamo tutti gli elementi affinché possano uscire dalla loro densità, dal loro lemma, cioè dal loro linguaggio che contiene l’avversità, che contiene l’ostilità, usciamo da queste definizioni, scindiamo ogni particella densa nel crogiuolo alchemico, uscendo dall’ancestrale, uscendo dal mitologico, uscendo dagli archetipi parricidi, da quegli aspetti di separazione e portiamo tutto verso una qualità alchemica di Purezza, di cristallinità, di oro!

Tutto quello che ho detto sul conflitto, sembra appartenere irreversibilmente all’umanità, invece no! Noi siamo persuasi – perché è un concetto anche questo mitologico – che la natura umana sia governata dagli istinti, “homo omini lupus” non è vero! Certo che gli istinti ci sono ma possiamo tentare di sconfiggerli? L’uomo è lupo per l’altro uomo? No l’uomo E’ il lupo cattivo di questo Pianeta, è una sua mitologia! Il drago che dobbiamo sconfiggere è proprio questa istintualità che ci fa avere paura. Il nemico è una categoria, è una costruzione sociale, è l’esito di un processo culturale – perdonate la mia veemenza, ma è qualcosa di talmente chiaro dentro la qualità della mia meditazione – il nemico infatti si costruisce quando una società attraversa un momento di crisi e la crisi che stiamo attraversando è talmente grande poichè è la crisi di una umanità che non ha più rispettato i patti tra Regni, i territori del mondo animale, del mondo vegetale, del mondo minerale, è una mancanza di stabilità che l’uomo ha creato per l’uomo, nelle varie circostanze storiche!

La scarsità di risorse alimentari per esempio in alcune parti del Pianeta, la necessità di conquistare terre perché poi vi si trovano tesori, pietre preziose, liquidi preziosi; il problema dell’incremento demografico; la presenza di profonde crisi economiche e sociali proprio in quelle popolazioni asservite, tutto questo è stato costruito dall’uomo contro l’uomo! Ma non è che l’uomo è solo preda di questi istinti, abbiamo molto, molto di più!

La Vulnerabilità come opportunità

Ecco che attraverso la via della crescita personale dobbiamo veicolare diversamente le frustrazioni, i timori, gli odi, dobbiamo trovare il modo di veicolarle diversamente. Smettere di pensare di conquistare, pensare di combattere, smettere di definire continuamente i paletti, le divisioni, culturali, etiche, morali e scegliere la vulnerabilità! Ebbene sì, se l’uomo accetta la sua vulnerabilità può sicuramente superare l’idea di lottare contro un drago terribile che può arrivare da un momento all’altro ad asservire l’umanità umana. Avete presente i libri di fantascienza dove arriva il drago, arriva Godzilla, arrivano gli extra-terrestri che vogliono conquistare il Pianeta? Queste sono le paure più oscure, sono le paure che ogni essere umano ha verso l’altro essere umano! Quando infrangiamo le Leggi Morali Cosmiche arrivano queste paure ed ecco che abbiamo bisogno di separare, invece se accettiamo la vulnerabilità come un punto di vista verso la Storia, verso noi stessi, accettiamo anche la vulnerabilità che stiamo avendo oggi rispetto al virus, cambiamo la nostra prospettiva.

Cambiare la narrazione

Dobbiamo cambiare la narrazione, dobbiamo cambiare il linguaggio, dobbiamo cambiare come narriamo i fatti del quotidiano: come ce li raccontiamo? Come ce li descriviamo?

Se è vero come è vero che i media hanno parole sempre uguali, ripetitive, vi invito a prendere carta e penna ed ascoltare i telegiornali e a leggere anche i post Facebook e segnarvi le parole ripetute! Per piacere, mettete da parte quei post che parlano di nemici, che parlano di tutto ciò che sta avvenendo da un’ottica di inimicità dove ci sono i vincitori, i vinti, l’eroe cattivo, quello che deve essere combattuto, quello che deve essere abbandonato, quelli che ti dicono: “non ti preoccupare, questa è un’umanità che rimarrà ancorata alla terza dimensione come un inferno mentre noi tutti ci trasferiremo chissà dove!” Cambiamo la narrazione! Possiamo inventarci storie diverse? Bene, io vi voglio invitare ad un altro tipo di gioco, ad un gioco diverso proprio attraverso una nuova narrazione. Io sono convinta che ogni processo di costruzione di un Nuovo Mondo, di nuove idee, di nuove possibilità che ci possiamo dare, di nuovi simboli, di nuove forme di dialettica debba comprendere in sé prima una destrutturazione per poi ricostruire, non delle nuove categorie però, ma ricostruire attraverso il rispetto dell’altra persona, verso la comprensione, la volontà di conoscere, di conoscersi innanzitutto. Destrutturare per trovare nuove parole per il dialogo così possiamo abbattere tutti i nemici visibili e invisibili della nostra mente e trasformare ogni cosa come alleato, per generare forse una vita migliore, una vita di tutti i giorni migliore, più serena, più concreta, più gioiosa.

Vi ringrazio della vostra presenza e partecipazione e spero di avervi dato degli strumenti di riflessione, anche rispetto a tutto ciò che trovate in rete sull’argomento che stiamo vivendo in maniera così drammatica in questo momento, sia in Italia che in tutto il mondo!

Darshanaji -trascrizione dal sat sang del 16 marzo 2021

Di |2021-03-22T17:21:12+00:00Marzo 22nd, 2021|Blog, Sguardo Cosmico|0 Commenti

Cibo spirituale e risveglio della coscienza by Darshanaji

“Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” (Ippocrate)

Alimentazione Consapevole
Da questo grande insegnamento, che sfida i secoli, potremmo già trarre le basi per definire una prima linea guida del rapporto che dovrebbe esserci tra il cibo e il benessere fisico.
In questo breve articolo però vorrei soffermarmi non tanto sulla qualità e quantità del cibo che nutre la popolazione mondiale, tra grandi diversità e ingiustizie sociali mai risolte, che affamano milioni di persone nel mondo, quanto sulla qualità energetica del cibo.

Vibrazione e non solo calorie
Non si tratta di valutare caratteristiche nutrizionali o caloriche quanto invece di vibrazione energetica del cibo, fresco, naturale, biologico, adatto alla nuova umanità di questo Terzo millennio che dovrebbe affrontare un’alimentazione consapevole, per l’espansione della coscienza e con essa aprirsi ad una evoluzione dei suoi corpi: fisico-emozionale-mentale-spirituale.

La scienza sacra del cibo
Il grande Sri Yukteswar, astrologo vedico e guru indiano, discepolo di Lahiri Mahasaya e maestro di Paramhansa Yogananda e Satyananda Giri, nel suo libro “La scienza sacra” profetizzava che alimentarsi con proteine animali fosse innaturale per l’essere umano, un “errore alimentare”, una generale intossicazione dell’organismo, con conseguente mancanza di equilibrio emotivo/morale/spirituale.

Così scriveva: “Un’incrollabile forza morale si consegue coltivando le astensioni religiose (ossia evitando la crudeltà, la disonestà, l’avidità, il modo di vivere innaturale e il possesso di cose superflue) e le osservanze religiose (purezza nel corpo e nella mente, vale a dire purificare interiormente ed esteriormente il corpo da tutte le sostanze estranee che fermentando sono causa di varie malattie dell’organismo)“.

Veda, Buddhismo, Cristianesimo

Nelle culture orientali, antiche di millenni, come ad esempio quella Vedica o nel Buddhismo, si trovano spesso correlazioni tra alimentazione e spiritualità, e alcune religioni richiedono un puro stile di vita vegano, con l’intento di non usare gli animali come cibo, perché esseri senzienti che non vanno fatti soffrire, in quanto riflesso dell’essenza divina. Anche nella cultura Cristiana alcuni grandi santi della tradizione si alimentavano con pasti frugali, prevalentemente vegetali.

Nei Veda si parla di cibo che offusca la mente e l’anima e di cibo “senziente” o sattvico che permette invece di avere un’elevazione spirituale, che che aiuta la mente ad immergersi in pratiche spirituali. Gli alimenti sattvici apportano notevoli benefici in quanto permettono alla forza vitale di scorrere liberamente attraverso l’organismo e questo contribuisce a generare energia ed entusiasmo verso la vita, che si apre così all’amore e alla gentilezza, oltre che alla compassione e alla solidarietà. I cibi sattvici come frutta e verdure freschi e coltivati senza sostanze chimiche, frutta secca e olii, alcuni cereali, alghe, germogli e particolari spezie o preparazioni alimentari, mangiate come devozione o offerta al divino, producono chiarezza, calma, leggerezza, armonia ed equilibrio, fanno bene al corpo donando energia e lasciando libera la mente di aprirsi a pratiche spirituali elevate.
Gli alimenti puri, non animali, sono il frutto dello spirito della Natura e come tali sono esseri organici e spirituali come la Madre Terra ci insegna.

In equilibrio con le leggi morali del cosmo e con l’evoluzione morfogenetica del campo umano terrestre di questo tempo, dobbiamo entrare nella consapevolezza che l’alimentazione condiziona i nostri stati d’animo oltre che la lucidità di una mente risvegliata.

Se si giova al corpo fisico, si migliora anche il corpo emozionale che spesso si nutre di rabbia, sensi di colpa, tristezza, rancori, delusioni, odio e frustrazioni. Anche il corpo mentale ingurgita “ cibo spazzatura”, con pensieri egoistici, ossessivi, superficiali, pesanti, arroganti, cattivi, di invidia. Ed è così che si trascura il corpo spirituale, che è strettamente connesso con i corpi fisico- emozionale e mentale, e che per evolvere ed integrare l’energia divina, deve essere coltivato nella purezza.

Non parlo quindi solo di una dieta vegetariana o vegana o brethariana, ma più in generale di una alimentazione naturale, fatta di cibo pulito ma anche di azioni, pensieri e nuovi intenti di solidarietà e redistribuzione delle risorse, di economia circolare e sostenibile, che coinvolga l’intero stile di vita con scelte consapevoli, non solo per la salute del corpo, ma anche della mente, dello spirito, e soprattutto della salute dell’intero pianeta.

Darshanaji – Leggi anche Massa Critica: Salto quantico e Coscienza Planetaria 

Quanto vale la vita umana su questo pianeta? by Darshanaji

Per alcuni la vita umana non ha prezzo, per altri vale poco o nulla. Il valore e il “ prezzo” di un uomo, di una donna, di un bambino, vengono stabiliti da leggi del mercato cui nessuno pensa. Si tratta nella maggioranza dei casi di applicare un prezzo: un’assicurazione, un riscatto, lo sfruttamento di corpi e risorse, la captazione di coscienze e di anime.

E’ prassi politica ed economica di quantificare il valore della vita degli esseri umani sulla base della capacità di produrre reddito.

Si può definire “umano” un mondo che “normalizza” le disparità tra esseri umani, tra popoli, tra nazioni? Che “regno” è questo dove molte vite valgono più delle altre. Chi è il reggente di questa aberrazione? Quale mente umana ha generato questo mostro?

Che fortuna che siamo italiani, sento dire a volte. Un popolo di eroi, artisti, filosofi, economisti, letterati… Ma oggi, sì, proprio oggi, stamattina, quanto vale la vita di un italiano?

Per la legge del mercato vale in media circa 342 mila euro all’anno. Lo dice l’Istat, istituto nazionale di statistica. Gli economisti lo chiamano “stock di capitale umano” .

E’ stimato che questo “stock” è proporzionale al Pil del Paese, e non è uniforme nella popolazione ma segue curve statistiche e logaritmi. Infatti la vita di un anziano ha meno “ valore economico” di un giovane che ha davanti a sé più anni per lavorare e produrre economia.

Per l’economista William Viscusi dell’Università Vanderblit (Usa), in Italia la vita pesa 4,71 milioni di euro, molto meno rispetto alle Bermuda dove è calcolata in 15,5 milioni, ma sempre meglio che in Burundi, dove un uomo vale 45mila dollari.” (Fonte Adnkronos)

E tu utente della rete, quanto vali per la legge del mercato di “ pensieri e azioni”?

Ogni servizio connesso alla rete ha ‘valore’ se ha una buona base di utenza. Le grandi aziende 2.0 devono la propria valutazione di mercato grazie al grande numero degli utenti iscritti che utilizzano il servizio e dal ricavo medio che è possibile incassare da ogni utente. Qualsiasi servizio sulla rete ‘non esiste’ se gli utenti non lo conoscono e se la numerosità dei suoi “clienti” non è elevata. Come a dire che per il mercato non ha valore quello che pensi e che scrivi ( o almeno non solo), ma la quantità di utenti che scrivono e i loro ‘interessi’, non come valore della coscienza, ma come valore di mercato.


Oggi la parola d’ordine è profilazione: normalmente se possibile, insieme all’indirizzo di posta elettronica si raccolgono almeno 5 altri dati (sesso, età, provincia di residenza, titolo di studio e professione) per poi abbinarli e incrociarli con la rete di amicizie dell’utente, con i posti che frequenta e con i contenuti che gradisce. E
voilà!

E statisticamente quanto vale la vita di una donna italiana? Vale meno di quella di un uomo. Sempre per l’Istat, il valore pro-capite maschile in età giovanile è pari a 453mila euro, mentre quello femminile quasi la metà: 231mila euro. E allora quanto vale la vita di una donna italiana di 60 anni in termini di valore economico- assicurativo? Meno di 50 mila euro. Se proprio vogliamo abbondare.

Una VITA, una vita intera! Intera come interezza, coerenza, onestà, dedizione, quanto vale per la legge morale?

Dovremmo chiedere lumi all’eccelso filosofo Kant per una “formula della morale”. O scomodare studiosi, teoretici e teologi per una “formula della fratellanza” e dell’equità del valore di una vita umana, di TUTTE le vite, di ogni specie.

Ma la genesi e l’evoluzione umana non è solo sviluppo culturale, economico, insieme purtroppo all’oscena lotta emancipativa che ha caratterizzato questa specie. E’ saper riscrivere la propria Storia, accettando le diversità, piuttosto che le disparità, ripagando il colonialismo che ha depredato ( e lo fa ancora seppure con modalità differenti) con la multiculturalità partecipe e condivisa.

Il peso e la misura delle cose del mondo, compresi i nostri corpi, non avrebbero nessun valore se non ci fosse una Coscienza che non è astrazione religiosa, filosofica, profitto economico o politico, ma è il Respiro dell’Universo come ricchezza totale, fonte equipollente, inesauribile, incommensurabile. Per Tutti. Partendo da questo Valore comune può iniziare il nuovo progetto dell’Umanità. Ma questa è un’altra Storia…”

Darshanaji – 23 febbraio 2021

Di |2021-02-23T12:08:40+00:00Febbraio 23rd, 2021|Blog, Sguardo Cosmico|0 Commenti

Parole-Comportamento e Vibrazione

Le parole che dovrebbero accogliere la nuova umanità,

in questo tempo planetario, sono parole di paura o sono parole di speranza? Sono parole di odio di contrapposizione o sono parole di condivisione, di fratellanza, di unione, di solidarietà? La rete, i media ci riservano neologismi, cioè nuove parole e anche vecchie parole riciclate, per definire che cosa stiamo vivendo. Ma le parole dell’anima quali sono? Non possono solo essere quelle legate alle emozioni più basse, alle emozioni più invalidanti che possono far scaturire ansia, intolleranza o anche paura odio risentimento.

Spessissimo leggendo i post che vengono postati nei social, anche da persone che fanno un cammino di crescita spirituale, si soffermano a sottolineare o a considerare con parole dure, a volte anche di risentimento, di odio, di dubbio, gli eventi politici, ambientali, economici o anche argomenti che riguardano questa pandemia che ci ha toccati.

Allora qual è il significato delle parole e qual è la loro vibrazione?

Le parole sono pesanti, perché esprimono il pensiero profondo ed esprimono anche a volte le azioni che non si riescono a commettere. Ad esempio, firmando un messaggio scriviamo “ti abbraccio”, bene quella parola non è solo simbolica, sta ad indicare un desiderio vero di stringere la persona, di abbracciarla amorevolmente o amichevolmente.

Anche semplicemente le parole di un “ciao” o “salve”, contengono un significato, un sottotesto che non viene detto ma che viene agito. I “cordiali saluti” ha un sottotesto di distacco, della giusta distanza, mentre un “ti abbraccio” sta indicare un desiderio di amicizia, di condivisione.

Allora le parole che dovremmo usare se facciamo un percorso di consapevolezza e desideriamo un mondo diverso e una umanità diversa a cominciare da noi stessi devono essere parole-comportamento. La parola o anche il pensiero hanno una vibrazione simile , dovrebbero già contenere un comportamento, la solidarietà, l’ascolto, la fratellanza, la condivisione, la comunanza, l’amore, la cortesia, la gentilezza, il perdono. Quei sentimenti che noi sappiamo essere i sentimenti e le emozioni di una persona “consapevole”. Non chiamiamola neppure risvegliata perché spessissimo, in tantissime persone che pensano di aver raggiunto una soglia di consapevolezza, che potrebbe essere definita uno “stato di risveglio” vedo che usano parole non consone a quello stato mentale.

Le parole contengono anche la nostra mente non solo lo stato d’animo. Molto spesso la mente fa dire delle cose che il cuore non sente, che non vive! Le parole che giungono dal cuore sono quelle che toccano il cuore. le parole che giungono dalla “pancia” molto spesso sono parole che feriscono. Le parole che vengono dalla mente contengono sempre un principio di separazione. Importante è comprendere che le parole come i pensieri hanno una vibrazione.

La vibrazione è uno stato elettromagnetico che conserva una memoria che entra in risonanza con un altro stato elettromagnetico.

Potremmo dire che la vibrazione è ciò che fa percepire ad una particella ciò che accade ad un’altra particella, quindi è un principio quantistico. Nei miei insegnamenti io dico di più: è un principio olografico. Una parola emessa entra nel campo elettromagnetico, nel campo morfogenetico individuale e collettivo e diviene schermo olografico cioè diviene l’insieme delle tante parti che formano un ampio organismo. Questo ampio organismo poi diviene una grande mente che genera continuamente sé stessa. E allora le parole dell’odio sono sempre simili così come le parole dell’amore sono sempre simili. I suoni di una voce che proferisce parole d’odio sono simili, in tutto il Pianeta, o che questi suoni vengano emessi in Oriente o che vengano emessi in Occidente, o che vengano emessi al Polo Nord o al Polo Sud.

I suoni delle parole d’amore, i suoni della voce della madre, sono simili in tutto il Pianeta e pensate, a volte sono simili anche in specie diverse! La voce umana nella sua vibrazione d’amore vezzeggiativa, gradevole, morbida, avvolgente, riesce a penetrare il cuore anche di una belva, di un felino, di un animale completamente diverso dall’uomo! E ben lo sappiamo con i nostri animali domestici con i quali usiamo tutte le parole d’amore, tutti i vezzeggiativi, quando invece vogliamo impartire un ordine proferiamo parole diverse, con un’altra determinata tonalità.

Le parole della verità del cuore sono soprattutto parole-comportamento.

Non puoi dire “ti amo” pensando “ti odio” perché quel pensiero ha una vibrazione che entra in conflitto! Non puoi dire “ti voglio bene” e pensare “sei antipatico” perché il pensiero è antitetico alla parola che hai proferito, è come se l’annullasse! Vengono annullate le due vibrazioni che sono diverse, diventano dissonanti e si annullano l’una con l’altra! La persona a cui tu stai parlando lo comprende, e sapete dove lo comprende? Nel terzo chakra, nel chakra solare, nel chakra delle relazioni! Prima di tutto lo sente lì, è lo stomaco che digerisce le parole dell’odio, così come è lo stomaco che accoglie le parole d’amore per poi passare al cuore! Le parole dell’odio feriscono il cuore, le parole dell’amore guariscono il cuore.

Io uso questi due termini un po’ come esempio, non ci sono solo le parole dell’odio e non ci sono solo le parole dell’amore ma ci sono tutte le variazioni interne a questi due sostantivi: l’aggressività, il risentimento, il timore, la paura, l’angoscia, l’ansia e chi più ne ha più ne metta! E invece, la compassione, la gioia, la tenerezza, la franchezza, la verità, la spensieratezza, la fede, la fiducia, che può contenere la parola amore. Le parole dell’odio non hanno la fiducia: come possiamo fidarci di chi apostrofiamo con risentimento?

Abbi fede” ci sentiamo di dirlo a qualcuno? Io ti voglio bene, abbi fede”, non ci permettiamo di dirlo perché quando diciamo “ti voglio bene” necessariamente c’è un contenuto di fiducia: ho fiducia in te, ti apprezzo ti ammiro ti voglio bene. Se dici ti odio come puoi dire ho fiducia in te? Come puoi dire ti apprezzo? Come puoi dire ti ammiro?

E allora vedete che le parole-comportamento sono necessarie se desideriamo veramente cambiare la nostra vita, se desideriamo che questa umanità si evolva! È inutile raccontarsi delle frottole!

Le parole dell’amore sono anche le parole dell’unione!

Non che io abbia da dirvi qualcosa che dentro di voi già non c’è: noi possiamo ricevere solo nella misura in cui possiamo dare! Quindi tu stai ricevendo ciò che già alberga in te, che tu puoi dare o forse non sai che hai questo sapere in te e io vengo a rivelartelo, o vengo a mostrartelo, o vengo a portare luce. Tale è stato il mio cammino, tale è stato il mio percorso e tale è il mio mandato su questo Pianeta. E ciascuno di voi che è qui ora sa per sé, è ha intuito il proprio scopo e allora è importante sapere che le vostre parole devono anche essere soprattutto delle parole- comportamento, cioè devono avere il peso di un’azione! Il pensiero è un’azione dunque attenzione a non pensare il contrario di ciò che dici a voce! Attenzione a non pensare cose che in altri momenti non oseresti dire a voce: la menzogna, l’infamia, la maldicenza, la bestemmia. Sì, forse sto dicendo cose scontate? O forse sto rivelando quelle parti più nascoste della coscienza inferiore.

Ebbene tutti abbiamo degli aspetti ombra: a volte ci passano dei pensieri di un certo tipo e allora dobbiamo comprendere che una vera mente risvegliata non pensa! Eh sì, è proprio così! Però non è una mente vuota, è una mente presente, senza giudizio. Non ha il sottotesto, non ha il bordone come si dice nel linguaggio musicale, non ha quel rumore di fondo che è quel dialogo interno terribile che ci fa pensare qualsiasi cosa, fino poi ad arrivare all’emissione vocale del pensiero che diviene parola! Vedete io ogni tanto mi fermo per pensare a quello che devo dire e non ho un vero copione, lo chiamo così perché è importante questa parola.

Il vero risvegliato non ha un copione, non può averlo perché egli attinge al Campo quindi può vivere l’esperienza di ogni pensiero e può vivere l’esperienza di ogni parola pur non pensando nulla e pur dimenticando un attimo dopo le sue parole!

Per questo noi dei Maestri abbiamo le registrazioni, le trascrizioni, altrimenti quel maestro oggi ti ha donato l’insegnamento e domani magari non ricorderà cosa ti ha donato, perché è pronto a donarti un altro insegnamento, che scaturisce da cosa? Dalla vita, dallo stupore, dalla meraviglia che ogni istante dona, istante dopo istante, e può raccontare qualsiasi cosa e sappiate che tocca sempre il tuo cuore perché è storia viva, perché è pensiero-verità anche se a volte può essere un pensiero-verità dolente, o verità forte! Pensate al Cristo quando entra nel Tempio e scaraventa i banchi cacciando fuori dal Tempio i sacerdoti che non vivevano una vita pulita o che trasformavano il Tempio in un mercato.

Ecco in questo mercato o anche grande supermercato della New Age io spesso non trovo le parole-comportamento anzi, trovo il disordine delle parole: oggi una cosa, domani puoi dirne un’altra! Ci deve essere una continuità, una coerenza! Quanto più sei consapevole, quanto più sei nel cammino e senti che stai toccando ogni giorno delle piccole verità che ti aprono nuovi orizzonti, quanto più sei al servizio degli altri e fai una professione come operatore di Luce, come counselor, come persona che ama gli altri, che si mette a disposizione nel volontariato o come persona che lavora in un ufficio e si rivolge ad altri o come persona che guida un Paese che dovrebbe essere d’esempio per gli altri – tanto più tu devi avere parole-comportamento!

Se solo pensiamo alla classe politica quanto a volte è poco lucida, quanto è nelle parole del risentimento, dell’odio, della menzogna! Del pan per focaccia! Pensiamo alla classe economica, a quelle classi che guidano i grandi interessi del Pianeta: dove troviamo le parole-comportamento? Non si può fare un discorso oggi che dà speranza al Paese e non avere tutti i giorni nella vita costantemente pensieri e parole-comportamento! Come sei con i tuoi figli? Come sei con i tuoi genitori? Come sei con i tuoi amici? Come sei con chiunque incontri per strada? Come sei quando entri in un bar? Come sei quando entri in un supermercato? Come sei quando entri in un ufficio pubblico? Dov’è l’integrità del comportamento? Questo è un aspetto fondante di chi intende vivere la Nuova Umanità, di chi intende donare il proprio cuore alla Nuova Energia.

Darshanaji  da sat sang -serate di riflessioni meditative “Le Chiavi della Vita”- Tutto l’incontro webinar è su You Tube 

Fine prima parte

Per approfondire i livelli di coscienza vai alla webinar “I quattro stadi della coscienza” 

Sul canale radio EOS RADIO GALAXY si trovano molti podcast interessanti su linguaggio e relazione, tra cui: Le parole che uccidono”  

Di |2021-02-16T18:05:42+00:00Febbraio 16th, 2021|Blog, Insegnamenti|0 Commenti

Il mondo nella “realtà” è un’illusione by Darshanaji

“E noi, nel cercare Dio, in realtà non stiamo cercando Dio : stiamo cercando la nostra fede. Perché Lui c’è, c’è sempre stato e sempre ci sarà.
E’ come se dovessimo mettere alla prova la nostra capacità di vederlo, la nostra capacità di sentirlo, la nostra capacità di percepirlo, la nostra capacità di abbracciarlo, la nostra capacità di nutrircene. Lui è là, anzi; più che là, Lui è qui.
Perché tua Madre è dove sei tu! Noi, in questa ricerca di Dio, altro non stiamo che cercando noi stessi. E più noi ricerchiamo noi stessi, più Dio è presente in noi. La ricerca di sé contiene in sé lo spirito del Sé.”

Le più recenti scoperte della fisica quantistica confermano le visioni  mistiche dell’antichità presenti nei simboli degli archetipi, dalle mitologie all’alchimia, in che modo Eos esprime la natura simbolica dello spirito?

Con l’energia Eos attraverso la geometria sacra dei suoi Simboli e la sua sequenza di movimenti sacri scaturiti dai simboli stessi, colmi del Soffio dello Spirito, con la funzione reale di benedire, consacrare e spiritualizzare il mondo fenomenico e immanifesto, agiamo con un processo alchemico che ritorna all’Energia Pura, per ricreare l’Essere Adamantino, il Vajrasattva, il Buddha della purificazione e della guarigione. L’iniziazione-attivazione dei chakra che opero sulla persona, facendo uso dei segni dello Spirito-Fonte, equivale alla discesa dell’alchimia della Grande Opera, per cambiare e ampliare nel risveglio la percezione dell’umanità del Terzo Millennio. Noi attiviamo parti subatomiche di noi stessi che facilitano l’intreccio con altre parti subatomiche del campo permettendo stati di entanglement su diversi livelli dimensionali, oltre la dualità della mente.

I mistici, gli yogi, gli illuminati entrano in uno stato alterato di coscienza per comprendere ciò che la mente, come struttura sinaptica elettrica non può comprendere ma solo sperimentare in uno stato di risveglio. Vedi Cap. IV

Dio non ” esiste” se non attraverso di me, attraverso noi stessi, attraverso ogni cosa in questo creato, Dio è la Fonte e si manifesta in ciò che vediamo, in ogni cosa che guardiamo, in ogni cosa che creiamo, in ogni pensiero, atto nostro, in ogni singola particella di natura, di mondo, di galassia, di Universo… la Forma che tutto crea in un flusso costante, un immenso frattale che riproduce se stesso in ogni istante”

Se l’universo è in qualche modo una struttura olografica, la consapevolezza deriva e dipende da essa. Le teorie basate sul paradigma olografico possono portare a leggi e comprensioni unificate della coscienza e dell’universo?

Numerosi sono gli esperimenti scientifici che hanno evidenziato come qualunque pattern di memoria, come ad esempio la mente umana ed animale, le proprietà chimiche, i loro stati e le loro catene reattive e di consolidamento, i cromosomi, il DNA, l’RNA, così come le leggi fisiche con un senso temporale, sono simili ed esprimibili come una serie di fronti d’onda l’insieme di punti che vibrano concordemente in posizione di equilibrio assumendo lo stesso valore in ogni istante- e che permeano il tutto interagendovi.

Il mondo come lo pensiamo nella “realtà” è un’illusione. Non esiste un vero e proprio spazio tridimensionale o quadridimensionale, né esiste il tempo, c’è solo un tutto senza parti distinte, formato da infinite onde o stringhe che interagiscono in una serie dinamica di movimenti e trasformazioni connaturate ad un eterno presente che non diviene, ma cambia. Una coscienza-vibrazione: la forma è infatti solo un’area vibrazionale più densa del campo energetico unificato. 

Noi viviamo e sperimentiamo un livello illusorio della realtà effettiva, qualcuno la descrive anche come una Matrix simulazione di un computer “universale”. Anche il Buddhismo Zen nei sui antichi insegnamenti descrive la realtà come illusoria. Nei Veda si parla di un assoluto che è ovunque, in una sorta di principio di non-località quantistica, nel qui e ora.

La nostra mente, la nostra consapevolezza, il corpo stesso altro non sono che riflessi, immagini e ologrammi del vero mondo reale che possiamo solo immaginare ma che dobbiamo poter finalmente sperimentare come un cammino di risveglio e realizzazione del Sé, anche con l’aiuto della scienza, ma ciò può accadere solo attraverso una via dello spirito, così come insegnato nell’apprendimento del Metodo Eos.

“… Il Respiro dell’Universo é ciclico, tra una fase di inspiro -contrazione e di espiro-espansione c’è un attimo di apnea. In quello spazio di vuoto cosmico dobbiamo poter generare l’Azione Consapevole.

E’ un momento di apparente silenzio dove il fuoco alchemico, trasmuta e divora, rigenerando la ciclica ruota del tempo tra le leggi della Creazione e la Caduta.
Oltre ogni misura di spazio -tempo il principio del Non Nato genera il Silenzio.
Ogni cosa apparentemente nel Caos prepara il Non-Tempo. La Babele dell’apocalisse elettronica limita il fluire della vostra Volontà…”

©Darshana P. Tedesco, tratto dal libro ” EOS- Il Codice di Luce della Nuova Genesi-Una via di trasformazione e risveglio” Ed. L’Età dell’Acquario

Di |2021-01-26T18:21:35+00:00Gennaio 26th, 2021|Blog, Sguardo Cosmico|0 Commenti

Tempo di cooperazione e comunione

Il tempo che stiamo vivendo è un tempo di cooperazione, non si può prescindere l’uno dall’altro rispetto a ciò che sono le esigenze primarie di questo tempo: la condivisione, la cum-partecipazione, la compassione, la gratitudine, la solidarietà, sono tutti aspetti che in una forma più ampia possiamo definire aspetti della relazione di aiuto.

Molte delle persone che mi scrivono chiedendo aiuto nella loro vita di tutti i giorni, si pongono anche l’interrogativo di come poter aiutare gli altri. Spesso troviamo persone che si mettono a disposizione degli altri ma non hanno ben chiarito dentro di sé il perché lo fanno.

Altri che invece si prodigano nel dare piccoli o grandi insegnamenti quotidiani altrettanto non so se si interrogano sulla ragione per cui lo fanno e soprattutto se questi insegnamenti o piccoli suggerimenti quotidiani sono integrati nella loro vita di tutti i giorni.

La relazione di aiuto, è una complessità di esperienze che si possono condividere solo se si sono fortemente integrate in sé.

Come puoi aiutare gli altri se non sei in grado di aiutare te stesso? E’ una domanda importante, che molte persone non si fanno.

Molti aiutano ma dimenticano sé stessi, oppure aiutano per dare a sé stessi qualcosa in termini di gratitudine o di gratificazione che non hanno bene individuato da quale prospettiva nasce; o altre ancora sono i falsi aiutanti nella relazione di aiuto: sono quelli che in realtà aiutano ma ne traggono ampio beneficio; moltissimi vendono “prodotti” che sono falsamente di aiuto o per lo meno se lo sono, lo sono nella misura in cui tu hai un prezzo da pagare e soprattutto una quantità economica o una quantità di gratificazione che giunge a compensare, che cosa?

La relazione di aiuto non può essere compensativa di qualcosa che tu devi, o di qualcosa che tu devi avere.

La compensazione, in senso karmico, secondo la Legge Cosmica ha tanti risvolti e ha una profonda struttura di conoscenza, di verità, di onestà, di sentimento di unione. Allora, la domanda è di nuovo: in che modo posso aiutare gli altri se non sono in grado di aiutare me stesso?

Ma è proprio nella relazione che noi troviamo la possibilità di progredire.

L’evoluzione umana si è basata sulla socialità, fino a che l’essere umano è in solitudine non può evolvere, la sua esperienza rimane limitata ed è proprio nella relazione, nella socialità, nel condividere il gruppo, il branco, la polis, le piccole comunità che l’essere umano si evolve, scopre. Le scoperte si fanno sempre insieme, è una partitura di insieme: a un certo punto, comunità lavorano nella stessa direzione in forme differenti ma giungono tutti verso una scoperta, verso un unico obiettivo. Mai come in questo momento la comunità umana deve essere unita per l’obiettivo della sua evoluzione coscienziale!

Non dobbiamo solo scoprire nuovi antidoti ai milioni, ai miliardi di possibilità di malattie o di disagio fisico, molecolare, cellulare che potremmo avere; non è solamente necessario scoprire l’ultimo vaccino o l’ultimo metodo di risoluzione di una malattia autoimmune o di un cancro, è fondamentale anche unirsi per un salto evolutivo della coscienza!

Questa unione può avvenire solo nella relazione di aiuto: quando tu sei disposto a dare non nella misura in cui vuoi ricevere ma sei disposto a dare perché non hai più niente da chiedere, perché hai talmente compensato dentro di te qualsiasi legge, che a quel punto puoi solo donare.

Attenzione, non bisogna confondere il dono con la gratuità.

Se qualcuno chiede “gratuitamente” vuol dire che si aspetta dalla vita qualcosa, come se la vita gli dovesse qualcosa, come se la madre dovesse necessariamente ancora allattarlo e quindi chiede la gratuità, chiede l’elemosina, chiede il farsi carico.

E’ giusto aiutare chi ha bisogno, è essenziale, è pietas, non fraintendetemi: Chi più dà più riceve!

La solidarietà, il volontariato sono forme altissime di misticismo, non bisogna essere necessariamente spirituali per donare e per-donare. Si può essere persone comuni con un senso profondo della compartecipazione e con il desiderio di aiutare gli altri. Se pensiamo ai volontari che ci sono in varie forme: nella Croce Rossa, nella Caritas o anche altre forme di volontariato, questo è encomiabile. Io mi riferisco a quelle persone che chiedono la gratuità nel senso che sono sempre nel bisogno, sempre nella richiesta e che “pretendono” che l’altro dia: questo non è compensativo per la loro evoluzione, non è compensato neanche per chi dà continuamente, senza stabilire un limite. Il metro di misura tra il dare e l’avere deve essere equipollente.”

Darshanaji – tratto dal sat sang on line Relazione d’aiuto e cambiamento -giugno 2020

Prima parte

Di |2021-01-22T12:34:30+00:00Gennaio 19th, 2021|Blog|0 Commenti

Per un Manifesto del Terzo Millennio

In questo momento le mie parole stanno toccando la Galassia, il Multiverso e riverberano in ciascuno dei vostri multiversi come spazi di coscienza, come dimensioni della vostra coscienza. Siamo migliaia di miliardi di miliardi di miliardi ma insieme! è il concetto della “parte che contiene il tutto e del tutto che è contenuto nella parte”.

Oggi, condivido con voi il Movimento per il Risveglio della Coscienza non in termini tridimensionali, ma in termini olografici. Per questo è nato EOS Consciousness Awakening Movement, il Movimento per il Risveglio della Coscienza Planetaria, un progetto globale come Campo di Coscienza che tocchi l’essenza di ogni uomo e ogni donna di pace in nome di una rivelazione: la rivelazione de Il Padre-Madre come Seconda Venuta.

Tutto è Uno, niente è disgiunto da niente e ciò si rivelerà nel vostro cuore come Comunità Vivente, qualunque siano le vostre tradizioni religiose, le vostre credenze familiari, le vostre appartenenze animiche, le famiglie d’anima.

Tutto è Uno, è Coscienza Cristica Illuminata.

Quando parliamo di Coscienza Cristica non parliamo solo di Gesù il Cristo come Maestro, ma ci riferiamo ad un empireo di Maestrie, quelle che dal tempo dei tempi si sono incarnate o sono giunte a noi attraverso frequenze incorporee. Parliamo di un sincretismo di Insegnamenti e di Energie rivelatorie della Divinità fatta umano.

Una delle teorie principali espresse fin dai miei primi insegnamenti è stata quella che la guarigione olografica di EOS- Energia Olografica Sistemica, la nuova Energia del Terzo Millennio, ci conduce verso una Nuova Speciazione. Un passaggio dal Sapiens Sapiens al Sapiens Divino: una mutazione nella genetica animica con l’attivazione e la rivelazione delle altre 10 eliche del DNA animico (quelle famose eliche non attivate) e il Darshan della Luce che è una delle varie forme di trasmissione di questa Energia d’Amore per il risveglio della Coscienza Planetaria.

Giorno dopo giorno, vi accorgerete che questa diversità luminosa che è entrata nella vostra vita, o che entrerà ora nella vostra vita per la prima volta, sta portando e porterà Luce nella vostra vita, Luce nella Luce e anche alle persone intorno a voi, alla vostra realtà. Tutto ciò deve potervi rendere leggeri, perché quando si vive un’esperienza di questo tipo, così semplice, di cui io umilmente sono guida e veicolo, non puoi che gioire! Non c’è sforzo, non c’è sacrificio, c’è solo accoglienza, accettazione, Amore. Non c’è giudizio, c’è Amore e quando questo Amore fluisce dal tuo cuore, perché hai lasciato che l’Energia ti toccasse, a quel punto il tuo sguardo sul mondo e lo sguardo di te verso di te diviene sacralità dell’esistenza.

Non sarai mai preso dalla presunzione – la lascerai cadere come una vecchia trappola dell’ego – sarai invece compassionevole e solidale verso te stesso e ogni altro essere senziente animato o inanimato del Pianeta in cui vivi, in cui hai scelto di esistere. La fiamma è perennemente accesa, il Fuoco Cosmico è perennemente acceso in te, in ognuno di voi, in qualunque cosa intorno!

Fra pochi minuti ritornerete alle vostre famiglie, alla vostra quotidianità: è proprio lì, innanzitutto lì, che dovete portare questo Amore, questa tenerezza! Lì dovete portare il perdono, l’assenza di giudizio, è lì nella vita di tutti i giorni che dovete poter fare la differenza!

Non date a nessuno il potere che non avete conquistato in voi, e non delegate la responsabilità della vostra vita e delle vostre scelte. Non parlate di fratellanza se non avete fatto pace con tutte le vostre parti che sono come fratelli e sorelle in voi. Il tempo della separazione è proprio la tua mente che ti separa dal riconoscimento dell’altro come te stesso, di ogni cosa come te stesso. Che ti separa dagli esseri senzienti come te stesso.

Rendiamo grazie, rendiamo grazie! Pensate a tutto quello che già avete, a questa magnifica abbondanza dell’unione, dell’essere qui occhi negli occhi, dell’integrità e dell’integrazione di ogni polarità come estremismo di paese in paese, di città in città, di nazione in nazione, di era in era. Diversità, certo, che si sono incontrate oppure scontrate; diversità che in qualche forma si sono unite e fuse in Uno. Se pensate questo come scopo di questo tempo allora oggi state ricreando la storia di tutti i tempi! Questo è quello che deve accadere, che sta accadendo e dobbiamo pensarlo oltre noi stessi, oltre questo corpo fisico, oltre queste nostre idee. Questa è l’utopia che è già olograficamente realizzata perché tutto è già accaduto e accadendo accade”, è oltre noi stessi.

Ogni anima che scende su questo piano incarnato sa perfettamente qual è il suo processo evolutivo. Questo processo non è altro che un viaggio dentro sé stessi, nelle dimensioni della propria anima.

Il passato è un insieme di dimensioni, di esperienze dimensionali, e il futuro è un insieme di esperienze dimensionali, l’Eterno Presente, il Qui e Ora, è un insieme di dimensioni. Quello che sta accadendo realmente è un cambio di frequenza cioè un nuovo assetto vibratorio del Pianeta e della nostra essenza che ci permette e ci permetterà di intuire dimensioni parallele compresenti, anche se apparentemente possono sembrare successive a qualcosa.

Tutto è sempre esistito e sempre esisterà!

Questa percezione è importante perché dovrebbe far intuire che il passaggio sta avvenendo: pensiamo a ciò che stiamo generando e co-creando giorno dopo giorno, non è solo per un futuro possibile ma è anche per un passato che si possa ridisegnare, ridefinire. Non dobbiamo solo creare un futuro, dobbiamo poter disegnare un nuovo passato: è proprio scrivendo la storia oggi che puoi riscrivere il passato e puoi tracciare i confronti, gli orizzonti, ciò che il futuro diviene, non come esilio ma come resilienza.

Attraverso una differente percezione dei livelli di realtà dobbiamo dare valore a tutte le lotte, a tutte le rivoluzioni che lo spirito di avventura dell’uomo ha richiesto; a tutte le crociate nel nome dell’Uno, a tutte le rivoluzioni che hanno cambiato il mondo, che hanno cambiato il modo di lavorare, di pensare, di conoscere, di scoprire il mondo, di far crescere questa umanità. Dobbiamo poter ridisegnare con una nuova consapevolezza tutti gli aspetti che il conflitto delle personalità umane ha reso cruente; dobbiamo poter generare insieme un Manifesto per il Terzo Millennio, una nuova rete della vita e pensare da oggi in poi a rivoluzioni di pace, fatte solo d’Amore!

Darshanji- tratto dal sat sang dell’8 dicembre 2020

Di |2021-01-16T18:28:55+00:00Gennaio 16th, 2021|Blog|0 Commenti

Stargate Passaggi Dimensionali by Darshanaji

Lo Stargate della Nuova Alleanza di Luce prevede sicuramente e chiaramente un passaggio di stato, cioè un cambiamento del proprio essere che possa andare incontro al cambiamento, che possa navigare insieme alla grande onda di risveglio di consapevolezza che, in un modo o nell’altro, sta attraversando l’Umanità, accompagnato da vere e proprie dimensioni della propria Coscienza che sono aspetti del passaggio dimensionale che l’intero Pianeta va a percorrere.

Passaggio Dimensionale

Per passaggio dimensionale molti intendono il passaggio dalla 3^ alla 4^ dimensione e dalla 4^ alla 5^ dimensione e così di seguito. In realtà nei miei insegnamenti, poiché parlo di Guarigione Olografica, tutte le dimensioni sono compresenti quindi non c’è una differenza tra questa dimensione in cui viviamo e le altre dimensioni.

Esse sono compresenti, solo che noi non le percepiamo, o perlomeno possono essere percepite solo in stati espansi di Coscienza o possono essere percepite in profondi stati meditativi, quindi navigare diversi Stati dell’Essere è un po’ anche navigare le dimensioni

Dualità

La dimensione che viviamo si dice essere la 3^ dimensione dove è predominante la ciclicità, una dimensione duale, dove esistono delle dualità polari: la notte e il giorno; il ciclo delle stagioni; il maschile e il femminile. Questa dualità rappresenterebbe anche l’aspetto di separazione che l’essere umano vive rispetto al senso di unità con tutta la Natura, con tutto il Pianeta e con tutta la Galassia, e allora il lavoro di crescita personale, spirituale, in questa 3^ dimensione, è stato da migliaia di anni quello di propendere verso un senso di unità che potesse soprattutto portare l’essere umano verso una totale fusione con il Divino.

Questa fusione, in realtà, significherebbe che avessimo superato tutte le dimensioni, infatti anche risvegliandoci alla percezione delle altre dimensioni (4^, 5^, 6^) in realtà non giungeremmo ad una fusione con la Divina Coscienza perché questa fusione prevederebbe l’aver integrato tutte le dimensioni nell’Uno, nell’Assoluto, che le contiene.

L’Assoluto è una grande immensa eterna Coscienza che in Sé contiene ogni aspetto e contiene anche ogni dimensione. Olograficamente, l’Assoluto ci contiene e noi siamo contenitori di questo Spazio di Eternità, allora la percezione delle dimensioni esiste in noi ma entrarci, superarle, viverle questo è un’altra cosa!

Dimensioni dell’Essere

Dimensioni e Galassia UmanaIo preferisco parlare di Dimensioni dell’Essere dove abbiamo più livelli e più stati, in cui possiamo percepire la compresenza di tutte le dimensioni o per lo meno, percepire la differenza tra una dimensione e l’altra.

Ad esempio, quando dormiamo, nel sogno noi attraversiamo più territori e questi territori noi li attraversiamo in pochissimo tempo, in frazioni di secondi che a noi, nel sogno, possono sembrare anche lunghissimi! Un sogno ci può sembrare durare 20 minuti, mezzora, infatti avvengono delle vere e proprie storie dentro ai sogni, situazioni differenti che si dipanano in uno spazio temporale e anche fisico: passare da una città ad un’altra, dalla città alla campagna, dalla terra al cielo; fare cose impossibili nella vita reale come volare, cavalcare (per chi non sa andare a cavallo), nuotare in acque meravigliose, vivere in simbiosi con esseri soprannaturali.

Ecco la dimensione del sogno è come l’insieme delle dimensioni, però noi le viviamo in uno stato di “non presenza” cioè le viviamo in uno stato di sogno, questo è lo stato in cui possiamo meglio configurare cosa significa passare da una dimensione ad un’altra. Quindi, vivere più dimensioni significa vivere delle potenzialità del nostro Essere, cioè avere delle qualità, delle capacità, delle particolarità che ci fanno essere sopra-naturali o aldilà della nostra natura: si parla di risveglio in 4^, 5^ dimensione ma sempre considerando le dimensioni compresenti.

Risveglio della Coscienza

Risveglio della Coscienza significherebbe dunque conoscere o ampliare la percezione delle dimensioni che già esistono dentro di noi. Se pensate che nel nostro corpo fisico contemporaneamente, cioè nella stessa manciata di secondi, una vera e propria grande opera viene compiuta: il cervello vive le sue sinapsi, manda i comandi alla voce, al pensiero, all’udito, alla vista, all’odorato, al gusto; manda i suoi messaggi al movimento: alle mani, alle braccia, alle gambe, il corpo; contemporaneamente il cuore pulsa, lavora; i polmoni respirano, il fegato elabora, il pancreas brucia, consuma; l’intestino elabora e separa, lo stomaco macina, il sangue pulsa, le cellule nascono, muoiono e comunicano tra di loro; in una manciata di secondi, milioni di milioni di milioni di milioni di eventi accadono nel nostro corpo fisico, solo in quello fisico! E possiamo dire che contemporaneamente in questa stessa manciata di secondi, trilioni di milioni di milioni di eventi accadono nel corpo eterico, nel corpo emozionale, nel corpo mentale, nel corpo causale, nel corpo spirituale, nei sette maggiori e nei 21 corpi superiori. Ecco che tutto avviene contemporaneamente su diversi livelli, che non sono altro che dimensioni dell’Essere Cosmico. Allora, una 4^, 5^, 6^ dimensione che cosa apporterebbe a livello di consapevolezza? Dal mio punto di vista, dal punto di vista del mio risveglio, sicuramente porta ad una percezione differente dei livelli di realtà.

La realtà è un’illusione

Una delle più grandi percezioni che si possono acquisire percependo le dimensioni dell’Essere oltre la 3^ è quella dell’illusione cioè che la realtà non è così come ci appare ma è pura illusione. Questo è un concetto che le grandi filosofie, dai Veda al Buddismo, hanno espresso all’uomo: la realtà è un’illusione e poi, in qualche modo, lo dice anche la Fisica Quantistica e nella Guarigione Olografica in EOS -Energia Olografica Sistemica, dico proprio che la realtà è un’illusione, non è altro che un ologramma che disegniamo continuamente nello spazio quantico dell’Universo.

Nella mia esperienza personale la dimensione dell’illusione è la percezione che le dimensioni sono compresenti ma allo stesso tempo sono cangianti, sono contemporanee ad un divenire. Mi rendo conto che potrebbe essere un discorso un po’ complesso. Immaginate una contemporaneità di un divenire: così come vi ho fatto l’esempio del corpo dove tante cose accadono contemporaneamente, così immaginate quante cose accadono contemporaneamente in più livelli evolutivi. Se accadono contemporaneamente ciascuno di questi “accadere” esiste? Ho fatto esperienza nei miei stati espansi di coscienza che essi esistono presi ciascuno a sé stante, ma non esistono nella contemporaneità dell’accadere.

Essenza

La contemporaneità dell’accadere li annulla l’uno con l’altro e ciò che rimane è solo l’Essenza che è imponderabile, rarefatta e non riconducibile a nessuna forma, né numero, né geometria. Se invece questi accadimenti sono presi singolarmente, come se noi avessimo degli schermi successivi, delle immagini successive, delle scansioni successive l’una all’altra allora questi accadimenti li vedremmo uno per volta e potremmo dire che esistono, ma nel momento in cui si sovrappongono e divengono contemporanei si annullano l’uno con l’ altro lasciando il posto a Ciò che E’, l’Essenza, ecco la percezione dell’illusione!

E questi accadimenti possono essere livelli emotivi, livelli mentali, livelli causali -quelli delle vite precedenti- ma se tutte queste vite precedenti le prendiamo e le mettiamo una sull’altra, come fossero tanti schermi sovrapposti, si annullano e ciò che rimane è l’Essenza. Questa è la percezione dell’illusione della realtà che se si sperimenta, cioè se si vive proprio come un’esperienza – come a me capita spessissimo di vivere, anzi è un stato pressoché perenne – ci può far comprendere che niente è oggettivo ma anche che niente è individuale. Allora, nel tempo omnipervadente e omnipresente dell’illusione, di una realtà illusoria, la nostra piccola grande sofferenza individuale non esiste è solo uno degli schermi possibili che abbiamo olograficamente creato nello spazio quantico.” 

Darshanaji ( Darshana P.Tedesco ,  Tratto da E-book “Stargate – Passaggi Dimensionali dell’Essere di Pura Armonia”)

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