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Patrizio C.

Patrizio C.

Anche ora ricordo benissimo l’esperienza del seminario, il trattamento ricevuto e la prima volta che ho sentito la qualità dell’EOS pervadermi i palmi, le mani e le braccia. Un calore elettrico, vibrante, l’ho amato subito. La splendida sensazione dei gesti … la vista del raggio azzurro, la condivisione con i fratelli, il cerchio. Forse è per questo che il mio Sè mi ha accompagnato a braccetto fino a Colle, fino a te, Darshana, forse è per questo che vedo me sorridere per queste orecchie a sventola, per il mio aspetto “siriano”.

Sarà , ma sono due giorni che con Sirio parlo, parlo e mi piace, e si colma il cuore di gioia per le risposte. Ci sono sempre stati, mi hanno sempre sostenuto, non sono mai stato da solo. E amo, amo incredibilmente qualsiasi cosa, tutto quello che riesco ad abbracciare con lo sguardo, tutto quello che riesco a raggiungere, a sposare con i corpi.
L’amore rende liberi. Le emozioni vanno glorificate, Dio è l’emozione più intensa che un essere umano possa provare. L’amore.

E me ne voglio riempire, voglio farne un vestito da sera, che mi spogli di tutte le resistenze, i muri, per ballare la danza dell’esistenza, per giocare con il mio universo, modellarlo con la sostanza dei sogni, per poi sparire, disciogliermi in questa pittura sferica, infinitamente piccola e immensa, e sorridere di tutto, che non c’è proprio nulla che valga motivo di sofferenza…anche se soffrire va bene, arrabbiarsi va bene, piangere è una figata, finchè siamo ancora qui….
Ecco, il “qui” è un concetto che non sento più così definito, parlavi della multidimensionalità e una cosa è sentirla col cervello – un grosso parolone – e una cosa è vivere queste vertigini, queste aperture, questa visione “d’insieme” che dal centro della fronte allaga come un fiume in piena tutto quello che vedo, e oltre… 

28 Giugno 2012 – Patrizio G.
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